Annullato il concerto di De Martino, Tirrito (Co.G.I.): “Bene il Prefetto di Artena. Ora si passi alla legge”

da “Il Faro Online” 

“Questo, dopo anni di lotta alla mafia non può più essere accettato. Non può continuare a passare sotto silenzio come se fosse la ‘normalità’”

“Forse non è tutto perduto e si comincia a vedere un barlume di speranza: l’annullamento del concerto del cantante neomelodico Daniele De Martino perché ‘va in aiuto alla mafia’ ci lascia ben sperare, ma la strada per debellare questa piaga è ancora lunga”. A parlare è Maricetta Tirrito, portavoce del Co.G.I. (Comitato collaboratori di Giustizia).

“De Martino – spiega Tirrito – avrebbe dovuto esibirsi per la festa di San Giovanni Battista nel Comune di Artena in provincia di Roma, ma la lungimiranza del Commissario Prefettizio ha impedito l’ennesimo inneggiamento alla mafia ed alla violenza che, purtroppo, continuiamo a vedere su molti palcoscenici e piazze d’Italia: non è una novità assistere a concerti di neomelodici come Niko Pandetta o lo stesso De Martino che cantano contro i pentiti di mafia, sbeffeggiano le Forze dell’Ordine ed incitano all’uso delle armi.

I messaggi lanciati da questo tipo di cantanti, infatti, attecchiscono sulle nuove generazioni, quei ragazzi che continuano a fare sold out ai loro concerti e nei quali viene piantato il seme della rabbia nei confronti di Polizia e Carabinieri, coloro che rappresentano la Legge e, quindi, lo Stato. Questo, dopo anni di lotta alla mafia non può più essere accettato. Non può continuare a passare sotto silenzio come se fosse la ‘normalità’. I ragazzi devono capire che la normalità non è essere al di sopra delle regole, ma rispettarle ed essere onesti, prendendo le distanze da questi messaggi di odio e violenza”.

“Facciamo un plauso al Prefetto che ha preso la decisione di annullare il concerto – conclude Tirrito – e cogliamo l’occasione per rendere noto che stiamo scrivendo una lettera per conoscere a che punto sia l’iter del disegno di legge sull’apologia di mafia, nato allo scopo di punire l’esaltazione dei metodi mafiosi celata anche sotto forma di canzone di ribellione”.

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