A Modena una settimana dedicata a Latella

A Modena settimana dedicata a Latella: al Teatro delle Passioni il 19 e 20 aprile va in scena “Caro George” e il 21 e 22 aprile “Ma”. I due lavori si inseriscono all’interno del Trittico sul Novecento e sulla relazione dell’uomo con esso, inaugurato dal regista partenopeo nel 2013 con “A.H.”.

Reduce dal successo di critica e pubblico di Santa Estasi, Antonio Latella, neo direttore della Biennale Teatro di Venezia, nonché uno fra i registi più radicali, riconosciuti e premiati della scena contemporanea internazionale torna a Modena, al Teatro delle Passioni il 19 e 20 aprile con Caro George, testo di Federico Bellini e il 21 e 22 aprile con MA, testo di Linda Dalisi.
Dopo A.H., andato in scena sempre al Teatro delle Passioni nel 2013, e MA, in scena il prossimo 21 e 22 aprile, Caro George conclude il Trittico di Latella sul Novecento e sulla relazione dell’uomo con esso. 

Quando il trionfo artistico coincide con il fallimento personale
Parigi, ottobre 1971: una retrospettiva consacra Francis Bacon come uno dei più grandi pittori del suo tempo. Alla vigilia della mostra, George Dyer, amante e modello dell’artista irlandese, si suicida nella loro camera d’albergo: il trionfo artistico di Bacon coincide con il suo fallimento esistenziale. Davanti ai dipinti che raffigurano George, Bacon rivive la relazione con il compagno, in un momento in cui trionfo e fallimento si confondono, diventando anch’essi inevitabilmente materia del dipingere.

Madre sì, MA…
Ispirandosi alla figura della madre nell’opera di Pier Paolo Pasolini, Latella parte dalla prima sillaba della parola Mamma e compie un percorso all’interno dell’opera di uno dei massimi poeti del ‘900. In tutte le sue vittorie e sconfitte accanto all’uomo Pier Paolo, c’è sempre la madre. Tutta  la sua letteratura e il suo teatro sono pervasi dalla presenza di quella madre che lo ha accompagnato nella fuga dalla banalità coatta del vivere quotidiano. Attraverso la figura di Pasolini la Madre diventa anche una Madre-Scrittura, dove il pozzo inesauribile è il pensiero e l’arma nella battaglia della vita è la parola.

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