CRONACA E ATTUALITÀESTERO

VENEZUELA, GLI USA ATTACCANO CARACAS. TRUMP SU TRUTH: “MADURO CATTURATO”

Caracas si è svegliata al suono di numerose esplosioni e secondo diverse fonti anche americane, si tratta di bombardamenti aerei americani, autorizzati da Donald Trump. Secondo la CNN, il Congresso non sarebbe stato informato preventivamente dell’imminente attacco al Venezuela.

Differentemente dal solito, Trump ha atteso a lungo prima di commentare la riuscita dell’attacco su Truth. Poi è arrivato il commento: “Gli Stati Uniti d’America hanno portato a termine con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolás Maduro, che è stato, insieme a sua moglie, catturato e trasferito fuori dal Paese“.

L’attacco annunciato

Un’escalation annunciata, ufficialmente per combattere il narcotraffico di cui il governo Maduro è considerato responsabile, ufficiosamente per liberarsi di un governo considerato scomodo

Nelle scorse ore si era parlato di una possibile distensione tra Washington e Caracas e di un’apertura di Maduro verso la questione del narcotraffico. Stamattina, invece, l’attacco aereo.

Una troupe della CNN presente sul posto ha riferito che alcune zone della capitale venezuelana sono rimaste senza elettricità. La prima esplosione è stata registrata intorno all’1:50 di notte, ora locale.

La maggior parte degli attacchi si sarebbe concentrata vicino ai centri di potere del “chavismo”, la corrente politica rappresentata da Maduro, nello specifico in zone dove risiedono alti ufficiali militari. Non solo Caracas, ad essere colpiti sarebbero stati anche gli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira.

La risposta di Maduro

Il governo venezuelano ha denunciato la “gravissima aggressione militare” da parte degli Stati Uniti e ha dichiarato lo stato di emergenza, invitando la popolazione a mobilitarsi per sconfiggere quella che definisce una “aggressione imperialista”. 

Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l’evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana”, ha scritto su Twitter Antonio Tajani.

Ricordiamo che da oltre un anno è detenuto a Caracas senza apparente motivo, anche il cooperante italiano Alberto Trentina, la cui vita, ora potrebbe essere in serio pericolo.