Un estratto dall’ananas cura dalle ustioni, usato per la prima volta sui bambini al Meyer di Firenze

Si chiama G., ha appena 12 anni, e un pomeriggio viene travolta dall’esplosione di un flacone che contiene una sostanza infiammabile. La bambina si ritrova con ustioni gravi sul 30% del corpo e per lei si apre la prospettiva di un lungo calvario di interventi chirurgici per innesti di pelle. Ma all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, la piccola in poche settimane viene dimessa e torna a una vita normale, senza chirurgia. Grazie a una sostanza estratta dall’ananas.
Si chiama bromelina ed è in grado di digerire le cellule ustionate, risparmiando quelle sane. Nel 2024, Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ne ha autorizzato l’uso anche sui bambini. E il Meyer è stato il primo ospedale pediatrico a farvi ricorso, tanto che in un anno ha curato con la bromelina 80 bambini, risparmiando loro i pesanti trattamenti chirurgici tradizionali. L’introduzione di questo farmaco, che riduce anche le cicatrici e nel complesso diminuisce l’impatto dell’ustione, è stata possibile grazie al lavoro dell’equipe anestesiologica guidata dal professor Zaccaria Ricci.
Il tema della bromelina è stato trattato al convegno «Florence Symposium on Pediatric Burn Care» in corso al Meyer Health Campus, dove è stato festeggiato il 35° compleanno dell’Associazione toscana cura riabilitazioni ustioni perdiatriche e il 30° del Centro Ustioni dello stesso Meyer, che fu inaugurato nel 1995 dal dottor Giovanni Andrea Grisolla. Oggi il centro ogni anno segue 200 piccoli pazienti colpiti da ustioni gravi e altri 800 a livello ambulatoriale