Studio Censis: la Farmacia di comunità migliora la Sanità

Per l’85% degli italiani le farmacie sono punti
di riferimento essenziali della sanità prossimale sul territorio

Giotti: è quindi necessario che parta davvero l’impegno
finora saltuario limitato ed insufficiente della Regione Toscana
Per gli italiani la Farmacia migliora la Sanità. Lo afferma un recente studio del Censis dedicato proprio alla Farmacia dei Servizi. Il principale istituto di ricerca del costume nazionale – nello studio intitolato “La farmacia nella sanità di prossimità. La dispensazione del farmaco nel nuovo modello di assistenza territoriale” realizzato con il supporto di Federfarma – spiega che il 76,0% degli italiani considera la farmacia non solo come luogo di dispensazione di farmaci, ma anche e soprattutto come presidio sociosanitario integrato nel Servizio sanitario nazionale.
Per l’85,0% dei nostri concittadini, infatti, le farmacie sono punti di riferimento essenziali della sanità sul territorio, e oltre il 93,0% apprezza, quando possibile, la dispensazione in farmacia di farmaci prima disponibili solo tramite ospedali o Asl, perché riduce spostamenti e tempi di attesa.
Il 54,6% degli italiani dallo sviluppo della sanità di prossimità si aspetta di avere servizi sanitari facilmente accessibili nei pressi della propria abitazione. E per gli italiani la farmacia rende più facile raggiungere tale obiettivo perché già ora è in grado di dare alla sanità di prossimità soluzioni subito pronte. Lo studio Censis conferma poi che nella farmacia del futuro gli italiani si aspettano più collaborazione tra farmacisti, medici e altri professionisti della salute (89,7%).
Il ruolo e i ritardi della Regione Toscana: “E’ evidente – afferma allora in proposito Roberto Giotti, presidente di Federfarma Arezzo – che qui è assolutamente necessario che parta davvero l’impegno finora saltuario, incompleto e del tutto insufficiente della Regione Toscana in proposito, per arrivare, come chiedono i cittadini, all’ampliamento sia della dispensazione delle tipologie di farmaci oggi ancora distribuiti tramite ospedali o in Asl che della “stabilizzazione” della Farmacia dei Servizi nel suo insieme e conseguente “convenzionamento” degli stessi a favore degli Assistiti del Servizio Sanitario Regionale”.
I cittadini chiedono anche il potenziamento delle attività di consulenza (88,2%), più attività di prevenzione e monitoraggio (85,2%) e un ventaglio ancora più ampio di servizi sanitari agevolmente accessibili (84,3%) che sono già in grado di svolgere la maggioranza delle farmacie territoriali.
“Il riconoscimento normativo della farmacia – conclude Giotti – come centro sociosanitario polifunzionale integrato nel Servizio sanitario certifica una situazione incontrovertibile di fatto, che le autorità regionali toscane e dell’ASL Toscana Sud-Est continuano a sottovalutare sia operativamente che politicamente”.