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Scossone alla Meloni secondo la Verità

E’ uno scontro senza precedenti quello deflagrato tra FDI e il Quirinale: ieri mattina Maurizio Belpietro su La Verità firma un editoriale dal titolo: “Il piano del Quirinale per fermare la Meloni”, nel quale vengono riportate le parole pronunciate dal consigliere del Capo dello Stato, Francesco Saverio Garofani: “Un anno e mezzo di tempo forse non basta per trovare qualcuno che batta il centrodestra: ci vorrebbe un provvidenziale scossone”. Avrebbe detto il consigliere di Mattarella, esponendo valutazioni e strategie per scongiurare una nuova vittoria di Giorgia Meloni alle elezioni politiche che si terranno nel 2027. Garofani (già deputato del Partito Democratico per tre legislature, tra il 2006 e il 2018) avrebbe espresso le sue riflessioni in un luogo pubblico: un ristorante, specifica un ulteriore articolo sul quotidiano milanese.

Le rivelazioni di Belpietro fanno trasecolare il partito di Giorgia Meloni, che nella tarda mattinata di ieri affida a Galeazzo Bignami il compito di esprimere la posizione di via della Scrofa: “Confidiamo che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio in ossequio al rispetto che si deve per l’importante ruolo ricoperto, dovendone diversamente dedurne la fondatezza”. Pochi minuti dopo la diffusione della nota di Bignami, il Quirinale risponde con una nota durissima: si registra “stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla presidenza della Repubblica, costruito sconfinando nel ridicolo”.

Da quel momento parte una raffica di dichiarazioni: l’opposizione fa muro intorno a Mattarella (Schlein indica il “ruolo di guida” del capo dello Stato, Conte accusa FDI di “aver inventato una polemica ad arte”, Fratonianni defiisce “vergognoso” l’attacco al Colle). Nelle ore successive Bignami e Fazzolari specificano che la richiesta di smentita non era diretta a Mattarella ma al suo consigliere. Giorgia Meloni non parla esplicitamente, ma in comizio a Padova in difesa del premierato arringa i suoi sostenitori: “Vogliamo una riforma che dica basta agli inciuci, ai giochi di palazzo, ai governi che passano sopra la testa dei cittadini”. Sembra un messaggio in codice per blindare i suoi.

Intanto però, la smentita non arriva: Belpietro potrebbe avere le registrazioni delle frasi riportate e non è il caso di rischiare una figuraccia. La linea del Colle è fingere di non capire cosa ci sia di anomalo nel fatto che un consigliere del Quirinale esponga delle strategie per scalzare la maggioranza di governo. Garofani oggi sul Corriere della Sera: si dice “amareggiato per me e per i miei familiari”, e poi minimizza l’accaduto: le sue parole sarebbero state pronunciate durante una “chiacchierata in libertà tra amici”. Non la pensa allo stesso modo Belpietro, che in un nuovo editoriale apparso oggi sul suo quotidiano afferma che Garofani avrebbe parlato di fronte a “politici, funzionari di Stato, personaggi dello sport”. Poi, rispondendo a muso duro al Quirinale, che aveva definito “ridicole” le accuse, ha aggiunto: “di ridicolo c’è solo il tentativo di mettere il bavaglio al nostro giornale”.