CRONACA E ATTUALITÀESTEROITALIA

Salviamo i bambini dei coniugi Trevaillon

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion sono una coppia anglosassone che vive in un casolare nei boschi con i loro tre figli.

I loro bambini:

  • non risultano malnutriti,
  • non risultano malati o trascurati,
  • sono descritti da chi li incontra come sereni, legati ai genitori, inseriti nel loro contesto di vita.

Per l’istruzione, i genitori hanno scelto una forma di istruzione familiare, consentita dalla legge italiana, e hanno presentato un certificato di idoneità scolastica che dimostra come almeno uno dei figli sia al livello della sua classe.

Tutto è cambiato dopo un episodio di intossicazione da funghi che ha portato la famiglia in ospedale.

Da quel momento sono scattate le segnalazioni, le relazioni dei servizi sociali, l’intervento della Procura.

Oggi, davanti al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, la Famiglia Trevallion rischia di vedersi togliere la potestà genitoriale.

Questo caso è gravissimo per tutte le famiglie italiane!

Se passa il principio che lo Stato può togliere i figli:

  • perché vivi in campagna e non in città,
  • perché la tua casa non rispetta gli “standard” di un appartamento moderno,
  • perché scegli un’educazione non convenzionale, pur garantendo ai tuoi figli ciò di cui hanno bisogno,

allora il messaggio è chiaro e inquietante: i figli non sono più innanzitutto dei genitori, ma “figli dello Stato”, che decidono quali stili di vita sono accettabili e quali no.

Ma i figli non appartengono allo Stato.

Sono affidati anzitutto alla responsabilità di mamma e papà.

Lo Stato ha il dovere di intervenire solo nei casi estremi: abusi, violenze, trascuratezze gravi, reali pericoli per la salute e lo sviluppo del minore.

Nel caso della Famiglia Trevallion, nulla di tutto questo emerge in modo chiaro.

C’è uno stile di vita diverso, discutibile o condivisibile, ma non ci sono elementi tali da giustificare la misura più drammatica: strappare dei bambini ai loro genitori.

Firma la petizione “Famiglia nei boschi” per chiedere che, nel caso Trevallion:

  • non venga tolta la potestà genitoriale,
  • sia rispettato il primato educativo della famiglia,
  • si fermi ogni deriva verso l’idea dei “figli dello Stato”.

Antonio Brandi
Presidente Pro Vita & Famiglia