Nervo vago autostrada di comunicazione

Esiste uno stretto e profondo rapporto tra l’intestino, il cuore e il cervello, e questo dialogo costante è reso possibile dal nervo vago, una delle strutture più importanti del nostro sistema nervoso autonomo.
Il nervo vago rappresenta una vera e propria autostrada di comunicazione che collega intestino, cuore e cervello, operando in modo involontario, cioè al di fuori del controllo cosciente. È il principale canale attraverso cui il corpo trasmette al cervello le informazioni provenienti dagli organi interni: stato dell’intestino, infiammazione, tensione viscerale, equilibrio del microbiota.
Attraverso il nervo vago, il cervello riceve continuamente segnali sull’equilibrio interno dell’organismo e, in risposta, modula funzioni fondamentali come la digestione, il battito cardiaco, la respirazione e la risposta allo stress.
Quando la funzionalità intestinale è alterata — a causa di un’alimentazione disordinata, di un microbiota intestinale aggressivo o sbilanciato, di infiammazione cronica o di uno stato di stress prolungato — questo delicato sistema di comunicazione può andare in disregolazione. Ne risulta un’alterazione dell’asse intestino-cervello, che è alla base di una patologia sempre più diffusa: la sindrome dell’intestino irritabile.
Questa condizione, nota con la sigla IBS (Irritable Bowel Syndrome), colpisce circa una persona su dieci ed è in costante aumento, con una prevalenza maggiore nel sesso femminile. Chi soffre di IBS presenta sintomi intestinali come dolore addominale, gonfiore, meteorismo, stipsi o diarrea, ma non solo.
Un aspetto spesso sottovalutato è che nella sindrome dell’intestino irritabile si osserva una riduzione dell’attività del nervo vago, definita come riduzione del tono vagale. Questo significa che il sistema nervoso perde parte della sua capacità di calmare, regolare e riequilibrare l’organismo. Le conseguenze non sono soltanto digestive: una ridotta attività del nervo vago è associata a ansia, depressione, irritabilità, stanchezza cronica e riduzione della vitalità generale.
La diminuzione del tono vagale influisce anche sul cuore. Il nervo vago, infatti, ha un ruolo chiave nel controllo della frequenza cardiaca: quando la sua attività è ridotta, il cuore tende a battere più velocemente, anche in condizioni di riposo. Un aumento persistente dei battiti cardiaci a riposo può quindi essere un segnale di uno squilibrio più profondo, che non riguarda solo il cuore ma anche l’intestino e il sistema nervoso.
Per questo motivo, chi nota un incremento della frequenza cardiaca, accompagnato da disturbi digestivi o da uno stato di tensione costante, dovrebbe rivolgere l’attenzione non solo al cuore, ma anche alla salute intestinale, alla qualità dell’alimentazione e allo stile di vita. Prendersi cura dell’intestino significa, in molti casi, prendersi cura anche della mente e del cuore.
Cosa fare dunque?
1)Correggere l’alimentazione passando a cibo vero (carne, pesce, uova, un po’ di verdura e un po’ di frutta eliminando cibi conservati, elaborati, zuccheri, derivati dei cereali, latte e latticini, legumi)
2) Riequilibrare la flora batterica intestinale con un buon prodotto a base di fermenti lattici vivi e fibre prebiotiche dando nutrimento solo ai “batteri buoni” e affamando “ i batteri cattivi”.