CRONACA E ATTUALITÀESTERO

Messico, trovato il corpo della giornalista Roxana Guzmán: era scomparsa dopo un violento rapimento


Si è conclusa con un tragico epilogo la vicenda di Roxana Guzmán Ramírez, giornalista messicana rapita lo scorso 2 giugno nella sua abitazione di Nanchital, nello Stato di Veracruz. La Procura locale ha annunciato il ritrovamento del suo corpo in un ranch situato nel vicino comune di Moloacán. L’identificazione è stata confermata dagli esami forensi, che hanno fugato ogni dubbio sull’identità della vittima.
Il rapimento aveva suscitato forte indignazione in Messico e all’estero dopo la diffusione di un video registrato durante l’assalto. Nelle immagini si vede un gruppo di uomini armati e con il volto coperto fare irruzione nell’abitazione, sfondando la porta d’ingresso mentre i familiari, terrorizzati, chiedono di risparmiare la presenza di una bambina. Pochi istanti dopo, la giornalista viene trascinata via dal commando.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i responsabili avrebbero cercato di cancellare ogni traccia del delitto bruciando il corpo all’interno di un contenitore metallico. Sul luogo del ritrovamento gli investigatori hanno recuperato resti umani poi attribuiti alla reporter.
L’inchiesta ha portato all’emissione di otto mandati di arresto. Tra le persone finite in manette figurano quattro agenti della polizia municipale di Ixhuatlán del Sureste, accusati di aver fornito supporto logistico all’organizzazione criminale coinvolta nel sequestro e nell’omicidio. Arrestati anche quattro presunti appartenenti al gruppo, tra cui Javier Iván, noto con il soprannome di “Delta 1”, ritenuto uno dei principali responsabili operativi del Cartel Mafia Veracruzana, conosciuto anche come Fuerzas Especiales Grupo Sombra. Determinante per il ritrovamento del corpo sarebbe stata la confessione di José del Carmen Cadena Escayola, alias “Delta 7”.
Roxana Guzmán dirigeva il sito di informazione Pulso Informativo del Sureste, specializzato nella cronaca nera e nelle inchieste sul narcotraffico. La sua storia personale era già stata segnata dalla violenza: nel 2017 il marito, il giornalista Carlos Fernández Escalante, venne assassinato a colpi d’arma da fuoco. Nonostante le minacce e il trasferimento da Veracruz a Nanchital, Guzmán aveva continuato a raccontare le attività della criminalità organizzata.
La sua morte rappresenta il terzo omicidio di un giornalista registrato nello Stato di Veracruz dall’inizio del 2026. Secondo l’organizzazione Article 19, dal 2000 sono almeno 34 gli operatori dell’informazione uccisi nella regione. Un dato che conferma il clima di estrema pericolosità in cui lavorano i cronisti messicani.
Anche Reporter Senza Frontiere è intervenuta sul caso, denunciando come l’assassinio di Roxana Guzmán rappresenti l’ennesima dimostrazione dell’insufficiente tutela garantita ai giornalisti impegnati nel raccontare la criminalità organizzata.
L’arresto di quattro appartenenti alle forze dell’ordine ha inoltre riacceso il dibattito sulle infiltrazioni dei cartelli all’interno delle istituzioni locali e sulla corruzione che continua a rappresentare una delle principali sfide per il Messico. Le indagini proseguono per individuare eventuali complici e ricostruire con precisione il movente dell’omicidio.