CRONACA E ATTUALITÀESTERO

L’India ha attaccato il Pakistan con dei missili

Il governo indiano dice di aver colpito delle «infrastrutture terroristiche» da cui sono partiti degli attacchi in Kashmir, il Pakistan lo nega

Martedì sera l’India ha compiuto un attacco missilistico contro il Pakistan. Un portavoce dell’esercito pakistano ha detto che gli attacchi hanno colpito tre zone, mentre il governo indiano ha detto che le sue forze militari hanno colpito delle «infrastrutture terroristiche» in «nove siti» in Pakistan e nel Kashmir pakistano. L’attacco – chiamato “Operazione Sindoor” dall’India – è una forma di ritorsione contro l’attacco terroristico del 22 aprile nel Kashmir indiano, in cui sono state uccise 26 persone.Il comunicato con cui il governo indiano ha confermato gli attacchi dice che non hanno riguardato infrastrutture militari pakistane. Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif invece ha detto che gli attacchi hanno colpito zone civili e che la dichiarazione dell’India di aver avuto come obiettivo dei «campi terroristici» è falsa.

Gli attacchi sono avvenuti a Muzaffarabad e Kotli, nel Kashmir pakistano, e a Bahwalpur. In seguito sono stati sparati dei colpi di artiglieria in una zona lungo la “linea di controllo” che separa il Kashmir indiano e pakistano, sia da parte pakistana che indiana.

Il Kashmir è una regione contesa da decenni tra India e Pakistan. È a maggioranza musulmana, come il Pakistan, mentre il resto dell’India è prevalentemente induista. In passato vari gruppi separatisti appoggiati dal Pakistan compivano spesso attacchi anche molto violenti, ma negli ultimi anni sono diminuiti.A lungo la Costituzione indiana ha assegnato uno “status speciale” al Kashmir, che tra le altre cose gli garantiva un altissimo grado di autonomia. Questo però è stato revocato dal governo nazionalista di Narendra Modi nel 2019. Dopo la revoca la regione è stata divisa in due “territori”: il Jammu e Kashmir e il Ladakh.