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La NASA mobilita la difesa planetaria dopo che la cometa interstellare 3I/ATLAS emette segnali radio insoliti

La comunità astronomica internazionale è in allerta in seguito all’identificazione della cometa interstellare 3I/ATLAS, scoperta il 1 luglio 2025 dal sistema di rilevamento astronomico ATLAS. Este è il terzo oggetto che visiterà il nostro sistema solare dallo spazio interstellare, seguendo le orme di ‘Oumuamua e 2I/Borisov, ma si distingue già per le sue caratteristiche uniche che hanno mobilitato le agenzie spaziali di tutto il mondo.

Ciò che rende 3I/ATLAS particolarmente notevole non è solo la sua origine, ma il rilevamento di emissioni radio anomale e una traiettoria ad altissima velocità, stimata in oltre 100.000 chilometri al secondo. La combinazione di fattori Essa ha portato Administração Nacional di Aeronáutica e Espaço (NASA) a intensificare i propri protocolli di difesa planetaria, avviando un monitoraggio rigoroso e continuo dell’oggetto per garantire la sicurezza e raccogliere preziosi dati scientifici.

Il passaggio della cometa rappresenta un’opportunità scientifica senza precedenti per studiare materiale primordiale proveniente da un altro sistema stellare. La navicella spaziale Agências e gli osservatori di tutto il mondo stanno coordinando gli sforzi per raccogliere quanti più dati possibili durante il loro viaggio attraverso il nostro sistema solare, cercando di svelare i segreti della sua composizione e origine, che potrebbero ridefinire la comprensione della formazione dei sistemi planetari.

Caratteristiche e origine dell’oggetto interstellare

Gli scienziati dell’Agência Espacial Europeia (ESA) descrivono 3I/ATLAS come un corpo roccioso che probabilmente si staccò da un sistema stellare più grande milioni di anni fa. Le dimensioni di Suas sono impressionanti, con un nucleo che varia tra i 320 metri e i 5,6 chilometri di diametro, composto da una miscela di gas e polveri. La costituzione di Essa differisce significativamente da quella delle tipiche comete del nostro sistema solare, suggerendo un processo di formazione distinto in un diverso ambiente cosmico. Analisi preliminari indicano che la sua composizione chimica può offrire preziosi indizi sulle condizioni esistenti nel suo sistema di origine, come l’abbondanza di alcuni elementi. L’elevata velocità e l’inclinazione della sua orbita confermano che non è legato gravitazionalmente a Sol, essendo un vero messaggero di un’altra stella. Le osservazioni in corso stanno perfezionando questi dati, cercando di comprendere meglio la sua struttura interna e la dinamica della sua coda di polvere e gas mentre si avvicina a Sol.

Il rilevamento di misteriosi segnali radio

Uno degli sviluppi più intriganti è stata la rilevazione di segnali radio provenienti dalla cometa il 24 ottobre 2025. La scoperta è stata fatta dal radiotelescopio MeerKAT, situato su África di ricercatori. L’attività radio Essa è un fenomeno naturale, ma raramente osservato con tale chiarezza in un oggetto interstellare, sollevando nuove domande sui processi fisici che si verificano al suo interno.

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I ricercatori hanno rapidamente escluso qualsiasi origine artificiale per i segnali, confermando che l’attività è coerente con i processi naturali che si verificano nel nucleo di una cometa attiva. L’ipotesi principale è che sia l’interazione del materiale cometario con il vento solare a generare queste emissioni, ma l’intensità del segnale suggerisce una composizione o uno stato di attività più intenso del previsto. La scoperta di Essa rafforza la classificazione di 3I/ATLAS come cometa dinamica e offre un nuovo metodo per studiare questi visitatori distanti, utilizzando la radioastronomia per indagare processi che l’osservazione ottica non può catturare, come la struttura sotterranea del nucleo.

Mobilitazione globale per un’osservazione dettagliata

Data l’importanza dell’evento, Escritório di Coordenação di Defesa Planetária della NASA ha programmato una conferenza stampa per agosto 2025.

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L’obiettivo principale dell’incontro è presentare i dati raccolti finora e dettagliare i prossimi passi della campagna di osservazione globale.

Telescopi all’avanguardia, come l’Very Large Telescope (VLT) sull’Chile e l’Telescópio Espacial Hubble, sono già stati puntati su 3I/ATLAS.

Questi strumenti effettueranno analisi spettroscopiche per determinare l’esatta composizione chimica della cometa e, di conseguenza, dedurre dettagli sul suo sistema stellare di origine.