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AIFA: AUMENTA LA SPESA PER I VACCINI, TRIPLICA IL CONSUMO DI PSICOFARMACI TRA I PIÙ PICCOLI

In Italia aumenta la spesa pubblica per i vaccini ma diminuiscono le somministrazioni. Quello che sembra un cortocircuito logico è in realtà l’ennesima dimostrazione di quanto la salute sia ormai sempre più questione di business e profitti.

Il rapporto 2024 dell’osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali OSMED, che fa capo all’Agenzia italiana del farmaco, parla chiaro sul mercato dei vaccini e non solo.

Lo scorso anno lo Stato ha speso più di 752 milioni di euro per questa categoria di farmaci: più 6,5% rispetto al 2023, ma i consumi si sono ridotti dell’1,5%, il che vuol dire che compriamo più vaccini, ovviamente con soldi pubblici e ingrossando le tasche delle aziende produttrici, ma ne somministriamo meno. Se già questi dati fanno pensare a uno spreco di finanze pubbliche, ad aggravare il quadro c’è il costo medio per ogni dose: nell’arco di 10 anni è più che triplicato, arrivando nel 2024 a quasi 30 euro, partendo dagli 8,4 del 2014.

In testa alla classifica, per soldi pubblici spesi, c’è il vaccino contro l’herpes zoster, che è di gran lunga il più costoso. A seguire c’è il vaccino contro il papilloma virus, fortemente raccomandato e oggetto di campagne di massa e open day rivolti ai giovani, nonostante dati su efficacia e sicurezza a dir poco controversi.

Sorvolando sui vaccini, dal rapporto di OSMET emerge un altro dato rilevante, per non dire inquietante, dal capitolo sui farmaci in età pediatrica.

Al quarto posto tra i medicinali più prescritti a bambini e adolescenti ci sono quelli che agiscono sul sistema nervoso centrale. In sostanza, gli psicofarmaci sono la categoria di medicinali che vede la maggiore crescita, in termini di consumi, tra i più piccoli: dal 2016 al 2024 si è passati da 20,6 a quasi 60 confezioni prescritte ogni mille bambini, un dato quasi triplicato in pochi anni, che riguarda soprattutto antipsicotici, antidepressivi e farmaci contro l’ADHD, cioè il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività.

E mentre si cerca con i farmaci di arginare questi disturbi, poco o nulla viene fatto per chiarire le cause che portano a un così pesante aumento della loro incidenza.