A chi appartiene l’oro italiano, allo Stato o alla Banca Centrale Europea?

C’è un emendamento alla legge finanziaria che sta facendo fibrillare la BCE, le redazioni di diverse testate e, da quello che emerge dai quotidiani, il deep state del ministero dell’Economia. Lo ha depositato il capo-gruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan e riguarda il destino delle riserve auree del Paese. Poche parole, a dire la verità un po’ sibilline ma dal suono gradevole: “le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato, in nome del popolo italiano”. L’emendamento ha superato le forche caudine della nuova manovra economica: nel corso nel dibattito sono stati respinti 105 emendamenti, ma questo è sopravvissuto e a breve sarà vagliato dalla Commissione Bilancio del Senato.
L’Italia detiene circa 2452 tonnellate di oro nelle sue riserve, il terzo tesoro nazionale più grande al mondo dopo quello di Stati Uniti e Germania, circa la metà è conservato nei caveau della Banca D’Italia, l’altra metà si trova a Fort Knox, negli Stati Uniti, a Berna e a Londra. L’emendamento riguarda la titolarità della competenza sull’oro, che oggi è formalmente registrato nel bilancio della Banca D’Italia, che opera sotto il coordinamento della Banca Centrale Europea. Il valore dell’oro italiano viene dunque utilizzato per stabilizzare il valore dell’Euro, piuttosto che come una risorsa fiscale.
Diversi organi di stampa hanno già aperto il fuoco sull’emendamento. In prima linea c’è il quotidiano La repubblica, sul quale si legge che “per ora a Francoforte non è stata fatta alcuna valutazione, né tanto meno avviata alcuna procedura ma il dossier viene seguito” e “la BCE è pronta ad opporsi alla norma”. Il quotidiano romano ha anche rivelato un’indiscrezione inquietante: i tecnici del Tesoro sarebbe pronti ad opporsi all’emendamento. Esisterebbe già una bozza di documento da inviare al governo in cui la disposizione viene definita “una sorta di ‘nazionalizzazione’ a contenuto espropriativo della riserva aurea”. Secondo La repubblica, che riferisce di aver visionato la bozza, il documento si concentra poi sulla “rilevanza delle riserve ai fini della salvaguardia della stabilità economica e finanziaria dell’eurozona”. Sembra dunque che, nonostante la poca chiarezza del testo, l’emendamento colga nel segno, se non altro nel sollevare la domanda: a chi appartiene l’oro italiano, allo Stato o alla Banca Centrale Europea?