E’ appena terminata la conferenza stampa della NASA sulla Cometa Interstellare 3I/ATLAS.

Non è stata mostrata nessuna immagine spettacolare che non avevamo già visto, ma gli speaker hanno ribadito l’importanza di poter studiare una cometa formatasi all’esterno del Sistema Solare e hanno spiegato quello che è stato fatto finora e quello che sarà fatto nelle prossime settimane, dal punto di vista scientifico, per studiarla.

La cometa è più vecchia del nostro Sole, proviene quindi da un sistema stellare formatosi molto prima del nostro, conservando ghiacciati gli elementi chimici con cui si è formato. Questo la rende ancor più interessante.
Le sonde e i telescopi NASA e ESA che l’hanno osservata finora, oltre a confermarne l’orbita iperbolica, hanno rilevato la presenza di anidride carbonica e idrogeno.

Non è stato finora possibile misurare con precisione la dimensione del nucleo ghiacciato, poiché nascosto dai gas e dalle polveri della chioma, ma è stimato in circa 3 km.
Alla domanda di un giornalista sulle accelerazioni non gravitazionali della 3I/ATLAS è stato risposto che nelle comete è normale e che accade anche alle comete del Sistema Solare: quando il ghiaccio si scioglie si formano getti di vapore che, funzionando da “razzi”, possono accelerare, decelerare la cometa o alterarne l’orbita.

Ad un’altra domanda sulla possibilità che sia qualcosa di diverso da una cometa, hanno ribadito che questo oggetto è sì interstellare, ma si comporta esattamente come una cometa. Aliena sì, comunque una cometa.
Alessandro Marchini / IG @ale.marchinig