,

La Milano equa e sostenibile negli eventi digitali

Una Milano “equa e sostenibile”: riparte rinnovata nella forma, nei contenuti e nelle modalità di fruizione. L’edizione 2020 di  lancia  ha proposto un palinsesto totalmente digitale, con numeri inaspettati per la rapidità di adesione alla nuova call: 600 eventi gratuiti on line, più di 200 relatori, 150 tra conferenze, webinar, tavoli di discussione, 8 hackathon, 9 lectio magistralis e il primo concerto a pagamento in streaming, per un totale di oltre 120mila partecipanti di tutte le età e formazione. La quarta edizione si svolgerà dal 17 al 21 marzo 2021: “Città Equa e Sostenibile” è il tema riferito a una Milano che vede un suo nuovo orizzonte delinearsi sotto il profilo economico, sociale e ambientale. Da oggi, è on line il sito www.milanodigitalweek.com: cittadini, studenti, professionisti, addetti ai lavori, startupper, nuove forme imprenditoriali, aziende e attività educative, sociali e commerciali possono iscriversi – entro e non oltre il 12 febbraio – e lanciare il proprio evento digitale e, almeno in una ipotesi progettuale, anche una proposta di evento in presenza per far scoprire le realtà che stanno trasformando il lavoro, il tempo libero, la formazione e le dinamiche della progettazione e della produzione attraverso il digitale e che rendono Milano) sempre più equa e sostenibile. La “Call for Proposal”, è dunque un invito a partecipare con le applicazioni di trasformazione sociale, digitale, economica, in atto e in prospettiva: una sfida contro il tempo che vede piccoli e grandi, aziende e individui, associazioni e scuole di ogni grado e genere coinvolti in una mutazione epocale di cui siamo tutti – contemporaneamente – attori e spettatori.

,

Le “Signore dell’Arte” in mostra a Milano

Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani e Giovanna Garzoni sono alcune delle 34 artiste che dal 5 febbraio 2021 animeranno gli spazi del Palazzo Reale di Milano in una grande mostra dal titolo Le Signore dell’Arte. Oltre 150 opere racconteranno storie e arte di donne “talentuose e moderne”, vissute tra Cinque e Seicento, offrendo una prospettiva particolare per osservare e riflettere su un’epoca in cui essere donne artiste non era soltanto una sfida professionale ma anche e soprattutto sociale.

Elisabetta Sirani Venere e Amore, 1664 Collezione Privata
Elisabetta Sirani, Venere e Amore, 1664 Collezione Privata

LE ARTISTE DEL PASSATO IN MOSTRA AL PALAZZO REALE DI MILANO

La mostra – promossa dal Comune di Milano-Cultura e realizzata da Palazzo Reale e Arthemisia con il sostegno di Fondazione Bracco, e tra gli eventi de I talenti delle donne, programma lanciato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano dedicato all’universo femminile – presenta al pubblico artiste note e meno note, come la nobile romana Claudia del Bufalo, e opere che saranno esposte per la prima volta proprio in questa occasione: ne sono un esempio la Pala della Madonna dell’Itria che Sofonisba Anguissola (artista cremonese che visse per oltre dieci anni alla corte di Filippo II a Madrid, per poi trasferirsi in Sicilia quando sposa il nobile Fabrizio Moncada e a Genova dopo il secondo matrimonio con Orazio Lomellini, facendo poi ritorno in Sicilia, dove fu visitata da Antoon van Dyck nel 1624) realizzò a Paternò, in Sicilia, nel 1578, e prima d’ora mai uscita dall’isola; la Madonna Immacolata e san Francesco Borgia che Rosalia Novelli realizzò nel 1663 e custodita nella Chiesa del Gesù di Casa Professa a Palermo; o la tela Matrimonio mistico di Santa Caterina di Lucrezia Quistelli del 1576, della parrocchiale di Silvano Pietra a Pavia.

Ginevra Cantofoli Giovane donna in vesti orientali, seconda metà del XVII secolo Padova, Museo d'arte Medioevale e moderna, legato del Conte Leonardo Emo Capodilista, 1864
Ginevra Cantofoli Giovane donna in vesti orientali, seconda metà del XVII secolo Padova, Museo d’arte Medioevale e moderna, legato del Conte Leonardo Emo Capodilista, 1864

LE SIGNORE DELL’ARTE A MILANO

Tra le altre opere in mostra, sono anche Porzia che si ferisce alla coscia (1664) e Timoclea uccide il capitano di Alessandro Magno (1659) di Elisabetta SiraniGiuditta con la testa di Oloferne (1596) di Fede GaliziaGiovane donna in vesti orientali (seconda metà del XVII) di Ginevra Cantofoli. A cura di Anna Maria Bava, Gioia Mori e Alain Tapié, Le Signore dell’Arte è possibile grazie ai numerosi prestiti attivati con musei e istituzioni nazionali e internazionali – in tutto 67 – come gli Uffizi, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, la Galleria nazionale dell’Umbria, la Galleria Borghese, i Musei Reali di Torino, la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Musée des Beaux Arts di Marsiglia e il Muzeum Narodowe di Poznan in Polonia. In attesa dell’inaugurazione della mostra, ecco alcune immagini delle opere delle Signore dell’Arte…

– Desirée Maida

Milano // dal 5 febbraio al 6 giugno 2021
Le Signore dell’Arte
Palazzo Reale
Piazza del Duomo, 12
www.palazzorealemilano.it

,

Libri: “La sfida”, romanzo autobiografico di Alessandra Acciaio, racconta i club privé di Roma e le perversioni di Las Vegas e Costa Rica

È online dal 27 novembre “La sfida”, l’opera prima di Alessandra Acciaio, un coraggioso romanzo autobiografico in cui, attraverso il racconto della propria esperienza di accompagnatrice di uomini facoltosi, l’autrice squarcia il velo di riserbo che avvolge il mondo ovattato dei club privé, dei festini e delle ville lussuose nei dintorni di Roma, dove si incontrano coppie insospettabili per lo scambio dei partner, ma anche vip, imprenditori, professionisti e uomini politici per dare sfogo a istinti e perversioni sessuali. Un mondo “carsico”, questo, i cui rari affioramenti all’attenzione dei media e dell’opinione pubblica si accompagnano sempre a scandali come quelli che in passato hanno travolto noti uomini politici e che, di recente, hanno riguardato un brillante imprenditore.

Alessandra Acciaio è il nom de plume dell’autrice, ma la vicenda è la fedele rappresentazione della sua storia di vita e della metamorfosi della sua personalità. Oggi la scrittrice, relegata l’attività di accompagnatrice a episodici momenti di fuga dalla noia e dalla “normalità”, lavora come traduttrice e organizzatrice di eventi culturali. Il libro si ascrive al genere letterario del romanzo di formazione nella misura in cui la protagonista, attraverso una serie di peripezie e avventure, matura una nuova coscienza di sé e ritrova un proprio equilibrio esistenziale.

Proveniente da una famiglia dell’alta borghesia romana, Alessandra, dopo il fallimento del suo matrimonio e una serie di rovesci economici nei quali perde tutti i suoi averi, si ritrova già quarantenne a dover ricostruire la propria vita. Cosa che farà, reinventandosi nelle vesti di accompagnatrice di uomini facoltosi, frequentatrice di privé, locali notturni e lussuosi festini a base di droga e alcol, prima a Roma, poi a Las Vegas e nella Costa Rica. Dalla stabilità economica e sentimentale dipende, inoltre, anche quella psichica, dal momento che la protagonista è affetta da un disturbo bipolare che riesce a tenere sotto controllo attraverso l’uso di farmaci.

Travolta da una serie di eventi e decisioni avventate, Alessandra è inghiottita in una spirale perversa di precarietà economica, frequentazioni pericolose, fragilità psichica e depressione. Solo dopo un difficile periodo di cura e riabilitazione trascorso in una struttura sanitaria, riesce a ritrovare il coraggio, la fiducia in sé stessa e un nuovo bisogno di normalità. Fino a vincere l’ultima sfida: raccontarsi e raccontare la propria esperienza in questo libro.

Molteplici gli spunti di interesse che emergono dalla lettura. Tra gli altri, segnaliamo, in primo luogo, la testimonianza dell’autrice che, con grande forza d’animo, ha saputo rialzarsi dopo le rovinose cadute e che, pertanto, può essere d’esempio per chi lotta contro le proprie debolezze, un amore malato, un disturbo della salute o semplicemente per la propria affermazione nella vita e nel lavoro.

Secondariamente, c’è la descrizione da dietro le quinte delle atmosfere intriganti, degli ambienti discreti, dei personaggi insospettabili, che gravitano nel mondo della vita notturna capitolina (e non solo) e degli incontri di sesso a pagamento, tra lusso e lussuria, nei club privé, negli alberghi favolosi di Las Vegas, nelle incantate ville tropicali. Un argomento che sollecita e solletica da sempre la curiosità e la pruderie dei lettori. Il testo è corredato da un’appendice fotografica con alcuni scatti artistici e “trasgressivi” dell’autrice, realizzati da Oscar Bernardi. Il libro, auto-pubblicato, può essere acquistato su Amazon.

,

In Campidoglio fino al 6 gennaio “Visioni di Natale”

Anche Piazza del Campidoglio si illumina durante le festività natalizie: tra le molteplici installazioni luminose diffuse in tutta la città, al via da oggi, fino al 6 gennaio 2021, dalle 17 alle 21, lo spettacolo di video-mapping “Visioni di Natale” sulla facciata di Palazzo Senatorio, un viaggio tra affreschi e dipinti che nei secoli hanno raccontato il periodo dalla Natività all’Adorazione dei Re Magi.

“Regaliamo ai romani un’altra bella ed emozionante installazione natalizia che avrà come cornice un luogo simbolo di Roma, Piazza del Campidoglio e Palazzo Senatorio. Con un viaggio nella storia, ripercorriamo la Natività attraverso alcuni dei capolavori dei geni dell’arte e della pittura. Un vero e proprio spettacolo al quale si potrà assistere a distanza, in tutta sicurezza, rispettando le norme anti-Covid”, afferma la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Utilizzando sia elementi grafici sia i dipinti della tradizione pittorica europea, la narrazione di “Visioni di Natale” attraversa diverse epoche. Il racconto parte da un immenso cielo stellato, particolare della Volta con Madonna col Bambino, dipinto da Giotto nella Cappella degli Scrovegni. È proprio la luce di una stella a illuminare L’Apparizione dell’angelo ai pastori dell’allievo giottesco Taddeo Gaddi, considerata la prima scena notturna dell’arte occidentale che ci sia pervenuta. La luce che anima gli elementi architettonici della facciata di Palazzo Senatorio rivela poi le opere del Ghirlandaio e di Botticelli.

Il viaggio prosegue con la Natività del Correggio, l’Adorazione dei pastori del Garofalo, dipinto che appartiene alla Collezione Sacchetti dei Musei Capitolini, e con il dipinto di Caravaggio che raffigura San Francesco e San Lorenzo. La magia del video-mapping prosegue, facendo assistere lo spettatore all’Adorazione dei pastori di Rubens dove Maria e Giuseppe sembrano semplici persone comuni, che non hanno nulla di sacro che li distingue se non la potenza di una luce sovrumana, che accende anche l’intima Natività (Il neonato) di Georges De La Tour e l’Adorazione dei pastori di Gerrit van Honthorst.

Il viaggio si chiude con l’allegria dei bambini che si fa canto nei dipinti di Paul Barthel e di Thomas Cooper Gotch, per celebrare con la loro vitalità il periodo di Natale di cui sono gli assoluti protagonisti. Alcune parole chiave, riprodotte al termine della narrazione visiva ed espresse nelle principali lingue europee e nelle restanti lingue ufficiali delle Nazioni Unite, rimarcano i motivi per cui questo periodo dell’anno non è solo importante per la nostra tradizione religiosa, ma anche per la nostra cultura.

Il progetto, promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e realizzato da Unità C1, offre un’occasione speciale per veicolare messaggi di tradizione e creare condivisione anche in quest’anno particolare, in cui è necessario assicurare il rispetto delle misure di distanziamento imposte dall’emergenza sanitaria.

A tal proposito, nell’ambito delle installazioni luminose che rientrano nelle iniziative di Roma Capitale per le festività natalizie, sarà anche possibile assistere, fino all’Epifania, a “Custodes”, le proiezioni scenografiche a cura di Livia Cannella, in collaborazione con la Camera di Commercio. Sulla Porta del Popolo vengono proiettate immagini di angeli custodi e “protettori” della città e dei suoi abitanti. Ispirata ai più suggestivi e prestigiosi esemplari dell’arte antica e barocca che popolano dipinti, luoghi sacri, scorci urbani di Roma, la raffigurazione è accompagnata da sonorità sacre nello spazio antistante.

,

Straordinaria scoperta a Pompei, ritrovato un Termopolio intatto: “Ancora cibo nelle pentole”

Nella bottega di street food trovati anche lo scheletro di un cagnolino e resti umani. Una scoperta dice il direttore Osanna, che “restituisce un’incredibile fotografia del giorno dell’eruzione”.

Le pentole in coccio con i resti delle pietanze più prelibate, dal capretto alle lumache e persino una sorta di “paella” con pesce e carne insieme. Il vino ‘correttò con le fave e pronto per la mescita. E un grande bancone ad “elle” decorato con immagini così realistiche da apparire quasi in 3d: una coppia di oche germane, uno strepitoso gallo, un grande cane al guinzaglio sopra al quale un buontempone aveva graffito un insulto omofobo.

A Pompei, dove gli scavi non si sono mai fermati neppure nei giorni del lockdown, torna alla luce quasi intatto un Thermopolium, di fatto una bottega di alimentari con smercio di street food, genere molto amato dai cittadini della colonia romana. Tutto quasi fermo nel tempo al giorno dell’eruzione, fissato nell’eternità dal materiale piroplastico, che ne ha sigillato gli straordinari colori e conservato elementi fondamentali per ricostruire usi alimentari e abitudini dei romani di duemila anni fa. “Una fotografia di quel giorno nefasto”, commenta in un’intervista all’Ansa il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna.

Collocato nella Regio V, davanti ad una piazza di grande passaggio all’angolo fra il vicolo dei Balconi e la casa delle Nozze d’Argento, il nuovo Termopolio era stata individuato e parzialmente scavato nel 2019, quando era riemersa l’impronta lasciata sulla cenere da uno dei grandi portoni in legno ed era stato ritrovato il balcone del primo piano, insieme con una prima parte del bancone, quella che si affacciava sulla piazza, tra le più frequentate a Pompei, con la sua bella fontana in marmo.

Forse per alludere al monumento che si trovava all’esterno, racconta Osanna, “quella prima parte del bancone era decorata con un tema mitologico, una Nereide che cavalca uno straordinario ippocampo dal corpo trasformato in un arcobaleno di colori”. Ma sono stati gli scavi successivi, arrivati al clou nelle scorse settimane, a restituire insieme alle straordinarie decorazioni, al pavimento intarsiato di marmi policromi e al quadro completo dell’ambiente la sorpresa di una grande mole di informazioni che questa bottega dell’antichità potrà aggiungere alla conoscenza della storia.

I resti dei piatti in menù, per esempio, “con l’impiego congiunto di mammiferi, uccelli, pesce e lumache nella stessa pietanza”, come spiega nella sua relazione l’archeozoologa Chiara Corbino, di fatto una specie di paella ante litteram. O il particolare trattamento del vino, come racconta a sua volta l’archeobotanica Chiara Comegna, che era corretto con le fave (servivano a sbiancarlo e nello stesso tempo a correggerne il gusto) ma anche conservato in un dolo che aveva sul suo fondo una tegola per separare i legumi dal liquido ed evitare di mescere il vino insieme con il suo poco gradevole fondo.

Senza parlare dello scheletro di un cagnolino trovato a un passo da bancone, proprio vicino al dipinto che ritrae un cane al guinzaglio: adulto ma di dimensioni così modeste da far pensare che già all’epoca si praticasse la selezione delle razze da compagnia. Una ricerca che è solo agli inizi e che promette di avere “sviluppi molto interessanti”, sottolinea Osanna, sottolineando che le indagini stanno proseguendo ora nel chiuso dei laboratori. Ma quello che sembra raccontare il nuovo Termopolio è anche un altro tassello di quella devastante tragedia umana che fu l’eruzione del 79 dopo Cristo.

Nel locale, dotato di secondo ambiente sul retro e di un piano superiore, sono stati trovati i resti di due uomini. Uno dei due, all’incirca cinquantenne, stando all’ipotesi dell’antropologa Valeria Amoretti, era sdraiato su un letto nel retrobottega, le ossa dell’altro – fatta eccezione per un piede – sono state trovate invece in un grande vaso, con tutta probabilità occultate lì da scavatori forse addirittura del XVII secolo che avevano indagato una parte di questo ambiente.

“La bottega sembra essere stata chiusa in tutta fretta e abbandonata dai proprietari – spiega Osanna – ma è possibile che qualcuno, forse l’uomo più anziano, fosse rimasto al suo interno e che sia morto nella prima fase dell’eruzione, schiacciato dal crollo del solaio. Il secondo potrebbe essere invece un ladro o un fuggiasco affamato, entrato per racimolare qualcosa da mangiare e sorpreso dai vapori ardenti con in mano il coperchio della pentola che aveva appena aperto”.

Cosa sia veramente successo lo si potrà capire in seguito. Intanto, anticipa il direttore del Parco, il cantiere va avanti, “si lavora al consolidamento e al restauro della struttura, riposizioneremo anche il balcone”. L’idea è di aprire alle visite il Thermopolium, pandemia permettendo, già in primavera, per Pasqua, allestendo un percorso che passi anche dal cantiere della casa delle Nozze d’Argento, una meraviglia chiusa al pubblico da decenni. Tant’è, Osanna che tra qualche mese passerà le consegne al suo successore, allarga le braccia e sorride: “In un momento così è bello pensare a un regalo per i nostri visitatori”.

Domenica alle 21 sarà trasmesso su Rai 2 il documentario “Pompei ultima scoperta”, un viaggio per rivivere le ultime ore dellà città. Si mostreranno per la prima volta al grande pubblico le immagini del Thermopolium appena tornato alla luce quasi intatto.

 

, ,

“Ponza delle meraviglie” gli eventi del weekend

Ponza – Il festival “Ponza delle Meraviglie” da appuntamento a locali e turisti per il 4 e 5 settembre. Ad attendere il pubblico spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche nei luoghi simbolo di Ponza, per animare le ultime sere estive tra cultura e buon cinema.

Il prossimo evento si terrà a “Le Forna”, nella piazza antistante la Chiesa della Madonna dell’Assunta, venerdì 4 settembre alle ore 21.30Verrà proiettato “Ecce Ponzio”, scritto da Francesco Maria Cordella e diretto da Stefano Canzio e con la fotografia di Stefano Foletti, prodotto da Cannizzo Produzioni e con il contributo del Nuovo Imaie.

Il mediometraggio, che ha la durata di 33 minuti, si fregia di un cast di grande qualità, tra cui spicca la partecipazione straordinaria di Caterina Murino, con Alfonso Postiglione, Rosario Coppolino, Luigi Russo, Carmen di Marzo, Sergio Leone, Fabrizio Martorelli, Stefano Onofri, Marzia Mollo, Claudia Barbieri, Francesco Maria Cordella, Silverio “Coco’ Scotti, e l’amichevole partecipazione dello chef Oreste Romagnolo.

Il film è stato girato interamente a Ponza e contiene delle scene di spettacoli girate all’interno della Cisterna Romana della Dragonara e delle Grotte di Ponzio Pilato.

Sabato 5 settembre alle ore 21.30 andrà in scena “Telegono” poema in versi di Gino Usai. La messa in scena è di Francesco Maria Cordella che, insieme a Irma Ciaramella, darà voce ai personaggi mitici raccontati dall’opera.

Una vicenda leggendaria che narra del progenitore della stirpe italica, nato a Ponza e  figlio di Ulisse e della Maga Circe. La durata dello spettacolo è di 50 minuti.

, ,

Giornate dell’Andersen a Sestri Levante

Sestri Levante – Non sarà il Festival, quest’anno, data l’emergenza sanitaria era troppo impegnativo organizzarlo, ma a Sestri Levante arrivano le Giornate dell’Andersen, sabato e domenica, ricche di appuntamenti per bambini e per adulti, dai laboratori alle mostre, dal circo di strada a spettacoli teatrali e concerti serali.

Tutti gli eventi sono gratuiti ma è necessario prenotare. In corso l’allestimento degli spazi. Le location sono la Baia del Silenzio, i ruderi di Santa Caterina, l’ex convento dell’Annunziata e la piazza davanti alla basilica di Santa Maria di Nazareth.

Oltre alla cerimonia di premiazione della fiaba inedita, sabato alle 17 all’ex convento dell’Annunziata, giunta alla cinquantatreesima edizione, non mancheranno i tradizionali spettacoli serali nella Baia delle Favole, dove ci saranno, sabato e domenica, rispettivamente Teresa Mannino e Giobbe Covatta.

Charity partner dell’iniziativa è Medici Senza Frontiere il cui testimonial, presente alle Giornate, è Enrico Lo Verso. Si tratta di un appuntamento particolarmente significativo dopo questi mesi così difficili, un cenno di ripresa, anche per il settore della cultura.

«Due giorni spettacoli, per tremila biglietti, alcuni già esauriti. Cercheremo assicurare ogni giorno la possibilità di poterli vedere – spiega Marcello Massucco, Amministratore Unico di Mediaterraneo Servizi, che quest’anno gestisce e organizza le manifestazioni – All’ingresso saranno presenti hostess e steward per accogliere gli ospiti, verificare le prenotazioni, misurare la temperatura e accompagnare le persone a sedere».

Per quanto riguarda la Baia la gestione è un po’ complessa e articolata: «Fino alle 17 ci sarà la balneazione, le persone staranno normalmente in spiaggia, poi inizieremo a liberare la parte centrale e sanificheremo le postazioni, doteremo di stuoia la gente per posizionarsi a vedere lo spettacolo e, al termine del primo, dovranno uscire, sanificheremo nuovamente, e faremo entrare chi ha il biglietto per il secondo spettacolo (anche chi li avesse per entrambi deve comunque uscire e rientrare) – specifica Massucco – Al termine altra sanificazione. Ricordo a chi non trovasse i biglietti che alcuni eventi saranno visibili in streaming all’arena Conchiglia, sui social del Comune, di Mediaterrano Servizi e dell’Andersen Festival».

Intanto ieri a Sestri Levante c’era il cantante Jack Savoretti: all’Annunziata ha fatto le prove per il concerto che terrà stasera a Portofino, e ha girato alcune immagini per un docufilm sulla sua carriera artistica.

Per informazioni e prenotazioni alle Giornate dell’Andersen, è possibile consultare il sito www.andersensestri.it

,

Personale di Roberta Morzetti alla galleria Pavart

La galleria d’arte contemporanea Pavart riprende l’attività presentando il primo evento d’arte post-lockdown: la mostra personale di scultura di Roberta Morzetti, SKIN_20.

Lo fa saltando il vernissage dell’evento ma organizzando un collegamento live su Instagram nel quale l’artista sarà collegata in diretta per raccontare la sua arte. La mostra si potrà visitare fisicamente solamente su appuntamento. La curatrice della mostra, Velia Littera, nonché direttrice di Pavart, afferma che vuole continuare a crederci perché l’arte, da sempre, ha curato l’anima e in un momento di lutto mondiale c’è bisogno di un’espressione artistica che lasci un segno indelebile nel nostro cuore.

Già dal titolo della mostra SKIN_20, si percepisce aria di cambiamento, è cambiata la vita infatti, e non si sa cosa succederà in futuro. Questo è anche il titolo attribuito ad una scultura realizzata dall’artista che verrà presentata in anteprima in occasione di questa mostra, un’opera che raffigura una figura femminile a tre teste. Non a caso l’artista Roberta Morzetti ha utilizzato la simbologia del numero “3”, che simboleggia la creatività come sviluppo dell’intelletto ed espressione di grande forza energetica. Con le sue nuove sculture, l’artista anch’essa inizia una nuova vita e, attraverso il suo segno artistico, percepiamo un’idea, un pensiero, un’emozione.

Morzetti cambia pelle, quindi, si proietta verso una nuova dimensione. Le 12 sculture in mostra sono testimonianza di una maturità artistica raggiunta nel corso degli ultimi due anni, nel corso dei quali l’artista ha vissuto momenti di grande dolore ma, con tenacia, è stata capace di trasformarlo in opere d’arte meravigliose capaci di scuotere l’animo dello spettatore.

Roberta Morzetti nasce a Tarquinia nel 1979. Si forma all’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo conseguendo, nell’anno 2005, il diploma accademico, con lode. Inizia le sue esperienze lavorative nel mondo della moda, ideando linee di abbigliamento con materiali riciclati. A Roma, diviene assistente ai costumi di Andrea Viotti, nella compagnia di Gabriele Lavia (“Le Nozze di Figaro”, regia di Matteo Tarasco, 2007, Teatro Eliseo; “Misura per Misura”, regia di Gabriele Lavia, 2007, Teatro Argentina), di Laura Costantini (per i musical “A un passo dal sogno”, 2008, “Portamitanterose.it”, 2009, regia di Marco Mattolini, Teatro Brancaccio; per il film “Non c’è due senza te”, regia di Massimo Cappelli, 2015), di Michela Marino (per il cortometraggio “Anni 30”, regia di Luciano Melchionna, 2008). Dal 2012, si dedica all’ideazione e alla realizzazione di sculture di grandi dimensioni, eseguendo calchi direttamente sul proprio corpo, per poi rielaborare, incendiare ed assemblare con altri oggetti i lavori così ottenuti.

Dal 10 giugno al 12 agosto. Orari di aperture: dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 18. Solo su appuntamento alla galleria Pavart di Roma

,

Un ricco appuntamento di Mostre ed Eventi a Roma

Sarà un 2020 pirotecnico per musei comunali di Roma. I Marmi Torlonia, l’ arte contemporanea a Villa Borghese, la storia della città dalla Breccia di Porta Pia alla Prima Guerra Mondiale come focus per le celebrazioni dei 150 anni di Roma Capitale, la grande archeologia dell’ Urbe Repubblicana, sono tra gli appuntamenti di maggior spicco del calendario di 47 mostre che coinvolgeranno le sedi espositive del sistema capitolino. Luca Bergamo, vicesindaco con delega alla Crescita Culturale, presentando il programma nella Centrale Montermartini, ha messo in luce il risultato del lavoro di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della città: “Dal 2016 al 2019, ad eccezione di una lieve flessione nel 2018, c’è stato un aumento costante dei frequentatori del sistema museale, passato da un milione e 700 mila a due milioni e 70 mila ingressi”.
Il calendario messo a punto con la Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali diretta da Maria Vittoria Marini Clarelli e con Zetema, punta a rafforzare la tendenza, a partire appunto dalla mostra più attesa, “I marmi Torlonia. Collezionare capolavori”, promossa con il Ministero dei Beni Culturali e la Fondazione Torlonia, in programma dal 4 aprile al 10 gennaio 2021 a Palazzo Caffarelli, recuperato come spazio espositivo dei Musei Capitolini dopo 55 anni di chiusura e inaugurato per l’ occasione. “E’ un evento di importanza mondiale – ha detto Bergamo -. L’ allestimento è curato dallo studio Chipperfield ma la disposizione degli ambienti è opera della Sovrintendenza capitolina”. Per “Back to Nature”, dal 23 aprile a dicembre nel Parco dei Daini di Villa Borghese, saranno installate grandi opere realizzate da artisti internazionali, da Mario Merz a Edoardo Tresoldi, Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Andreco e Davide Rivalta. Arte contemporanea protagonista anche con l’esposizione “Shepard Fairey. 3 Decades of dissent” alla Galleria d’ Arte Moderna (13 giugno-11 ottobre) con i lavori di Fairey, uno degli artisti di Urban Art più conosciuti a livello globale, accostati alle opere della Galleria. Le grandi trasformazioni della città tra il 1870 e il 1915 – che passò da 250 mila abitanti a 500 mila – saranno sarà al centro della mostra a Palazzo Braschi (novembre 2020-marzo 2021) , Dalla Breccia di Porta Pia la vita quotidiana dei romani sarà raccontata da filmati e fotografie rare come quelle degli ospedali allestiti a Villa Torlonia per i soldati feriti.
I Musei Capitolini, a Palazzo Caffarelli, ospiteranno dal 12 marzo al 13 settembre “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”, esposizione di dipinti caravaggeschi della raccolta del grande storico dell’arte, nella ricorrenza dei 50 anni dalla morte. Degli scavi voluti da Bonaparte a Roma, intesi come strumento di propaganda imperiale, parla la mostra Napoleone e l’archeologia in programma da ottobre 2020 a marzo 2021 ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali. Altro appuntamento di rilievo, La Roma della Repubblica – secondo capitolo del ciclo “Il racconto dell’archeologia” inaugurato nel 2018 con la “Roma dei re” – da settembre/ottobre 2020 a luglio 2021 a Palazzo Caffarelli ai Musei Capitolini. E ancora, La collezione di giocattoli di Roma Capitale al Museo di Roma a Palazzo Braschi dal 29 aprile all’11 ottobre 2020; nella Centrale Montemartini da settembre 2020 fino marzo 2021 i Mosaici delle Collezioni Capitoline. La Galleria d’Arte Moderna dal 28 ottobre al 16 febbraio 2021 racconterà le trasformazioni dell’immagine maschile nell’arte fra secondo Ottocento e inizio del XXI secolo nella mostra “Ciao maschio! Volti, potere e identità dell’uomo contemporaneo”. Per la fotografia il Museo dell’Ara Pacis proporrà il lavoro del grande Josef Koudelka in “Radici”, dal 1 ottobre al 31 gennaio. Il Museo di Roma in Trastevere da maggio in collaborazione con RAI Teche e con il Comune di Milano grande mostra sugli interpreti di spicco della fiction italiana dagli anni ’50.
Infine, al Museo Civico di Zoologia sarà protagonista a settembre-ottobre ‘La vita delle Api

DOMANI PARTE MUTAVERSO TEATRO

Sono stati presentati a Salerno, nella Sala del Gonfalone di Palazzo di Città, il programma completo della V edizione di Mutaverso Teatro e il focus sulla Compagnia Teatrino Giullare di Sasso Marconi, che già mercoledì 22 e giovedì 23 gennaio, alle ore 21 presso il Teatro Ghirelli, inaugura ufficialmente la Stagione ideata e diretta da Vincenzo Albano con un “Finale di partita” di Beckett «da antologia» e un «avvincente» allestimento di “Alla meta” di Thomas Bernhard.

Il Comune di Salerno rinnova il sostegno a un progetto che “arricchisce ulteriormente l’immagine della nostra città e la nostra offerta culturale”, come afferma l’assessore alla Cultura Antonia Willburger, che ha preso parte alla conferenza stampa insieme al presidente della commissione Cultura Ermanno Guerra, al consigliere Rocco Galdi e allo stesso Vincenzo Albano.

Cinque i mesi di programmazione, cinque gli spazi coinvolti, 23 gli appuntamenti per un totale di venti compagnie attive nel territorio nazionale e internazionale, in arrivo a Salerno per festeggiare i primi cinque anni della Stagione Mutaverso Teatro, che dal 22 gennaio al 24 maggio si presenta varia rispetto alle precedenti edizioni, per generi e luoghi di spettacolo, anche non convenzionalmente deputati al teatro, ma che al teatro possono restituire attenzione attraverso momenti di partecipazione sociale e di relazione con gli artisti. In quest’ottica è attiva la sinergia con il collettivo “Blam”, per l’ex chiesa dei Morticelli, e con l’associazione onlus “A Casa di Andrea”, che metterà a disposizione la propria sede. Sette appuntamenti saranno inoltre ospitati al Teatro Antonio Ghirelli grazie alla disponibilità di “Casa del Contemporaneo”; quattro al Piccolo Teatro del Giullare; cinque all’auditorium del Centro Sociale del quartiere Pastena.

Pur in forma non ancora compiuta e strutturata – spiega Vincenzo Albano – ho iniziato a pensare alle possibili evoluzioni di Mutaverso Teatro, a ciò che vorrei diventasse: un progetto artistico permanente, culturale nel più ampio senso dei linguaggi artistici e delle relazioni umane e creative. Era necessario affrontare una nuova sfida e dar vita non a una mera estensione numerica degli spettacoli, ma a un’ipotesi progettuale di maggior respiro e tenitura. Mutaverso Teatro ha superato al momento ogni prova di resistenza e ha dimostrato di avere solide basi”.