A Macerata la mostra “Capriccio e natura nel secondo Cinquecento”

Si respira aria di grande fermento ai Musei civici di Palazzo Buonaccorsi in vista dell’inaugurazione della mostra “Capriccio e natura nel secondo Cinquecento. Percorsi d’arte e di rinascita nelle Marche” che verrà inaugurata il prossimo 15 dicembre, alle ore 17.30, curata dagli storici dell’arte Alessandro Delpriori Anna Maria Ambrosini e organizzata da Macerata Musei.

È la seconda delle mostre in programma nell’ambito del progetto biennale  “Mostrare le Marche”, promosso dal protocollo d’intesa tra Regione Marche, Mibact, Anci, Conferenza Episcopale Regionale, e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica.

Le curatrici di Macerata Musei Rosaria Cicarilli e Giuliana Pascucci, insieme ad artigiani e maestri restauratori del territorio, sono da giorni al lavoro per consentire al piano nobile del settecentesco palazzo di Macerata di accogliere le opere delle nostre terre strappate al terremoto e valorizzare allo stesso tempo un patrimonio culturale inestimabile per storia, valore artistico e affettivo.

“Ci riempie di soddisfazione parlare della nostra storia d’arte con le opere recuperate dal Santuario di Santa Maria delle Vergini custodite nei nostri depositi dopo il sisma. Questa è la prima mostra che si fa nel territorio colpito dal sisma. Da qui riparte una nuova storia di cultura e di turismo” ha evidenziato il sindaco Romano Carancini.

“Da questo patrimonio abbiamo costruito itinerari di conoscenza e di turismo con le opere dei territori colpiti dal sisma. È in via di realizzazione una mappa del viaggiatore che segnala le tappe di un viaggio straordinario nel tempo e nel nostro paesaggio – afferma l’assessore alla cultura Stefania Monteverde . – Abbiamo sempre sostenuto con i Comuni del MaMa che le mostre con le opere salvate dal sisma aiutano a valorizzare i territori e la loro economia là dove le opere sono custodite. Un percorso che vedrà anche in futuro altre forme di itinerari in tutta la Marca Maceratese perché si torni a viaggiare nella nostra Marca. E’ una mostra che parla della nostra capacità di resilienza.”

All’allestimento della mostra sta lavorando, oltre alle ditte incaricate di curare le luci (Salvatori e Bettucci) e di allestire la suddivisione degli ambienti tramite pareti di legno e tessuto (Linea 2 Interni), l’architetto Valentina Pallotti sotto la direzione dei curatori della mostra Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori.

La mostra prende le mosse dai dipinti della chiesa Santa Maria delle Vergini trasferite durante il terremoto dello scorso anno nei depositi di palazzo Buonaccorsi. Sei delle 11 opere custodite, compreso il Tintoretto, verranno esposte dopo essere state sottoposte a lavori di sistemazione e ripulitura da parte dei restauratori maceratesi Pierpaolo Mariani e Maria Topa, operazioni necessarie  ai fini dell’allestimento.

“Nei prossimi mesi – aggiunge l’assessore- all’interno di palazzo Buonaccorsi verrà allestito un laboratorio di restauro affinché possa essere visibile il grande lavoro di salvaguardia che si sta facendo”. La mostra verrà corredata da una serie di itinerari già oggetto di studio nel catalogo,  fotografia dei luoghi quali chiese, oratori, tempietti, facenti parte del patrimonio sistino nel nostro territorio.

I  comuni da cui provengono le opere sono Ancona, Ascoli Piceno, Ostra Vetere, Fabriano, Colferraio di Matelica, Santa Vittoria in Matenano (FM), Apiro, Treia, Camerino, Tolentino, Urbino e  Fermignano.

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Apertura serale mostra “Henri Cartier-Bresson. Fotografo” alla GAM di Palermo

Fino al 25 febbraio 2018, alla GAM 140 scatti di Henri Cartier – Bresson, per immergerci nel suo mondo, per scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine, testimonianza di un uomo consapevole, dal lucido pensiero, verso la realtà storica e sociologica.
Obiettivo della rassegna è far conoscere e capire il modus operandi di Henri Cartier-Bresson, la sua ricerca del contatto con gli altri, nei luoghi e nellesituazioni più diverse, alla ricerca della sorpresa che rompe le nostre abitudini, la meraviglia che libererà le nostre menti, grazie alla fotocamera che ci aiuta ad essere pronti a coglierne e ad immortalarne il contenuto.
Promossa dalla Galleria d’Arte Moderna di Palermo e organizzata da Civita in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson e Magnum Photos Parigi, la mostra è il secondo appuntamento espositivo con i grandi maestri della Fotografia, dopo quello che è stato dedicato a Steve McCurry.

Biglietti
La mostra è accessibile con un biglietto dedicato o con un biglietto cumulativo che comprende la visita della Galleria d’Arte Moderna

Intero € 10,00
Ridotto € 7,00 per gruppi (minimo 15 persone), visitatori tra i 19 e i 25 anni, maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni
Gratuito per visitatori fino ai 18 anni, scolaresche, 1 accompagnatore per classe, visitatori diversamente abili con accompagnatore, studenti dell’Accademia Belle Arti di Palermo, giornalisti (iscritti all’Albo o accreditati), soci ICOM, guide turistiche

Info e prenotazioni
www.mostracartierbresson.it
091.8431605
didattica@gampalermo.it

http://www.mostracartierbresson.it/
http://www.gampalermo.it/news-eventi/museo/525-hcb.html

Istruzione, arte e cultura: Moleskine presenta la sua Fondazione

Un’istruzione di qualità è fondamentale per guardare al nostro futuro da una migliore prospettiva, e per produrre un cambiamento positivo nella società a livello mondiale. Ne è assolutamente convinta la nuova Fondazione Moleskine, organizzazione no-profit che nasce dalla collaborazione del celebre marchio con il team di lettera27. La Fondazione, che sarà guidata dai tre co-fondatori di Moleskine, Maria Sebregondi, Fabio Rosciglione e Roberto di Puma, concentrerà la propria attenzione sulle comunità soggette a deprivazione socio-culturale, in particolar modo in Africa, impegnandosi a fornire ai giovani le possibilità per istruirsi ed esprimersi attraverso l’arte e la cultura.

“In qualità di co-fondatrice del marchio Moleskine e della Fondazione lettera27, sono molto orgogliosa che l’esperienza e la competenza che abbiamo generato negli ultimi dieci anni si fondano per dare vita a una straordinaria organizzazione dedicata a iniziative di impatto sociale positivo -, ha dichiarato Maria Sebregondi.

– Credo che l’impegno della Fondazione Moleskine verso l’Istruzione di Qualità riuscirà a produrre un cambiamento positivo tangibile nella società e a ispirare le generazioni future”.

Fondazione Moleskine, dunque, andrà a lavorare fianco a fianco con le organizzazioni locali dei vari territori, per finanziare e sostenere una serie di iniziative finalizzate alla diffusione di arte e cultura come fedeli compagne di tutti i giorni. Tra le attività che saranno promosse, in continuità con l’azione di lettera27, troviamo AtWork, serie di workshop didattici itineranti per riflettere sui concetti di identità e diversità, WikiAfrica, finalizzato ad aumentare la conoscenza del continente africano attraverso la creazione di nuovi testi per Wikipedia, e Why Africa?, una rubrica di storie e dibattiti pubblici dedicata ovviamente all’Africa e alle sue culture.

AUTUNNO D’ARTE A NAPOLI

PASSEGGIATE URBANE

Dal 28 ottobre al 19 novembre, in occasione della XIV giornata nazionale del trekking urbano, si cammina in città fra leggende e luoghi insoliti e misteriosi, percorrendo itinerari che combinano arte, storia, natura ed esoterismo.  Tre i percorsi guidati, messi a punto dall’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Napoli : “Dall’isolotto di Megaride all’Acropoli dell’originaria città”, un tour che racconta le origini della città, il mito della sirena Parthenope e la leggenda dell’uovo di Virgilio; “Da via Foria a Capodimonte” nel ventre della città, fra vicoli e scale, storie popolari e antiche credenze; “Dal Parco Virgiliano alla Gaiola” a piedi lungo uno dei sentieri più belli di Posillipo, fino alle acque dell’Area Marina Protetta Gaiola, parco archeologico sommerso, dove c’è chi fa il bagno tutto l’anno. Il Centro Studi Gaiola  organizza immersioni guidate e tour in barca con fondale trasparente per vedere peschiere ed altri resti della domus romana di Publio Vedio Pollione.

Ai trekker metropolitani che risalgono la storica Pedamentina di San Martino (414 gradini che dal centro antico portano alla Certosa di San Martino) non sfuggirà l’opera a cielo aperto Cantiere 1 / Terrazzo, un progetto di Roberto Coda Zabetta a cura di Maria Savarese: si tratta di un gigantesco intervento pittorico sul terrazzo di copertura del complesso della SS. Trinità delle Monache, più noto come ex Ospedale Militare di Napoli. Per oltre un mese l’artista milanese ha lavorato con il compressore per realizzare l’opera coloratissima che copre l’intera superficie del terrazzo, ben 1500 metri quadrati.

Alla Cappella Sansevero, gioiello barocco e sede del celebre Cristo velato, lo scrittore Martin Rua, esperto della tradizione esoterica, conduce i visitatori nel labirinto di simboli del principe di Sansevero rivelando segni e corrispondenze con i rituali di iniziazione massonica e le fasi del procedimento alchemico. Tre appuntamenti: il 28 ottobre, l’11 novembre e il 15 dicembre per un’esperienza inedita tra le pieghe più recondite di uno dei luoghi più misteriosi di Napoli.

MOSTRE E MUSEI

C’è gran fermento nei luoghi dell’arte: pop art, design, installazioni di luce, avanguardie storiche e artisti internazionali per la prima volta in città. Nell’atrio monumentale e nelle sale della Collezione Farnese del MANN Museo Archeologico Nazionale, le opere site specific del veneziano Francesco Candeloro, “Proiezioni”,  dialogano con i marmi dell’antichità, il potente gruppo del Toro Farnese, l’Apollo seduto, la Venere Callipigia: un percorso che gioca con la luce, con i riflessi colorati di spesse lastre di plexiglass e di corpi luminescenti in neon (fino all’8 gennaio 2018). Fino al 5 novembre a Palazzo Zevallos Stigliano si può visitare la mostra “Le mille luci di New York. Basquiat, Clemente, Haring, Schnabel, Warhol”: 16 opere che raccontano la pittura newyorkese negli Anni 80 e il legame tra Napoli e la Grande Mela. Al Museo di Capodimonte, la sala Burri al secondo piano, si è arricchita di una nuova opera: Split, dell’artista svizzero John Armleder. “Cosmogonie” negli spazi del Plart, il Museo della Plastica, è la prima personale dell’architetto e designer Mario Coppola (fino al 22 dicembre) che lavora sui concetti di dinamismo e leggerezza in opere di grandi dimensioni.

In grande attività il Madre Museo D’Arte Contemporanea Donnaregina dove sono appena entrate in collezione due lavori di Alessandro Mendini e “La Rivoluzione siamo noi” di Maurizio Cattelan e dove è stata appena inaugurata la prima personale in un’istituzione pubblica italiana di Darren Bader considerato uno dei più sperimentali artisti internazionali: opere giocose e spiazzanti (come un’enorme melanzana o una scacchiera gigantesca su cui i visitatori possono giocare usando come pedine scarpe di ogni forma e modello) invadono il cortile monumentale e le sale del secondo piano invitando il pubblico all’interazione (fino al 4 aprile 2018). Il Madrevale almeno una mezza giornata di visita (il lunedì ingresso gratuito dalle 10 alle 19.30): dall’atrio al tetto sono due piani di esposizione. Sul roof, oltre al panorama mozzafiato sulla città, si ammira – fino al 19 dicembre – “L’Uomo che misura le nuvole” dell’artista belga Jan Fabre e l’installazione in permanenza di Bianco Valente.
Al Pan Palazzo delle Arti di Napoli fino al 28 gennaio (Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. Martedì chiuso) è in mostra Genesi di Sebastiao Salgado: un viaggio alle origini del mondo in 245 foto in bianco e nero, immagini di straordinari paesaggi, di animali e popoli che raccontano terre remote e selvagge.

NUOVE APERTURE

C’è attesa per l’apertura della Thomas Dane Gallery, prima sede italiana del celebre gallerista londinese che ha scelto gli spazi di Palazzo Ruffo nel quartiere di Chiaia (via Crispi 69) e affidato la direzione a Federica Sheehan. Apertura il 24 gennaio con le opere di Bruce Conner, Steve McQueen, Catherine Opie, Caragh Thuring e Kelley Walker.

Intanto Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea (in Salita San Raffaele 20/C) ha inaugurato una nuova sezione del monumentale Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona che dallo scorso anno raccoglie l’enorme collezione privata del gallerista Giuseppe Morra. I nuovi ambienti ospitano le opere di tre artisti che dalla pittura sono approdati al teatro e all’azione performativa, mossi dall’aspirazione alla totalità dell’arte: Julian Beck, Hermann Nitsch e Shozo Shimamoto. Una sezione è stata dedicata a Joseph Beuys, un’altra all’Archivio Living Theatre ed un’altra ancora agli Archivi di Mario Franco che fino al 23 novembre cura la rassegna cinematografica Sogni Incubi Deliri (proiezioni il mercoledì e il giovedì sera alle 19 – ingresso gratuito): 13 film d’autore, tra cui alcuni lungometraggi di David Lynch, per tracciare l’interazione tra il mezzo cinematografico del cinema underground e le avanguardie storiche.

Fiera del Libro a Brescia

Anche quest’anno Piazza Vittoria a Brescia si riempie di amanti della lettura e del libro. Torna infatti l’appuntamento con Librixia, il festival dei lettori, strutturato su nove giorni ininterrotti di presentazioni, dibattiti e un intenso programma di qualità con oltre settata incontri, riportato nell’immagine sottostante, per attirare un pubblico sempre più vasto al mondo del libro.

Vi sarà come ogni anno l’immancabile mercato allestito nel mezzo della Piazza e curato dalle librerie e case editrici bresciane che fanno riferimento all’associazione “Il Leggio“.

Inoltre da sabato 30 settembre a domenica 8 ottobre Piazza Vittoria ospiterà l’area meeting “Agrobresciano Arena”, luogo d’incontro con autori italiani e locali, giornalisti e grandi nomi della cultura, della letteratura e dello spettacolo, con un obiettivo preciso: sostenere la cultura, valorizzando la bellezza della lettura.

Roma omaggia la Russia rivoluzionaria del 1917 con 3 mostre

Il 1917 e la Russia, un anno decisivo per un paese allo stremo che scatenò due rivoluzioni – la “Rivoluzione di febbraio” e quella che è stata definita la “Grande Rivoluzione socialista d’ottobre” – e che, a loro volta, portarono alla fine di un impero secolare, inaugurando l’era del comunismo e cambiando irrevocabilmente il corso della storia di quel Paese e del mondo intero. Subito dopo la caduta dell’Urss, il repentino cambiamento causò diversi ribaltamenti con una famiglia reale canonizzata e con una rivolta ricordata non più come locomotiva della storia, ma come una sorta di tragedia nazionale. Cento anni dopo, quindi, non c’è da stupirsi se in una città simbolo come Mosca non ci siano state celebrazioni in pompa magna e l’unica mostra che organizzata è stata quella al Museo di Storia Contemporanea cittadino (“1917-2017. Codice di una Rivoluzione”, inaugurata lo scorso marzo), che a bene vedere, non compaia tra quelle più visitate e amate dai russi.

A “compensare”, passateci il termine, quella svista, ci ha pensato la Galleria del Cembalo di Roma (Piazza Fontanella Borghese, 19), che ha organizzato tre mostre distinte – due di Davide Monteleone e una di Danila Tkachenko – dedicate proprio a quell’anniversario che potranno essere visitate da domani, venerdì 22 settembre, fino all’11 novembre prossimo.

Con i suoi nuovi lavori, Davide Monteleone – artista e fotografo originario di Potenza che lavora a progetti indipendenti a lungo termine usando la fotografia, il video e la scrittura – ha deciso di guardare alla Russia per interrogarsi sul futuro del paese e per farlo si è ispirato al capolavoro di Richard Avedon (“In the American West”, del 1985) e al continuo fascino della Transiberiana. Il risultato è “In the Russian East”, la prima delle due esposizioni che troverete nella galleria romana, sita una location suggestiva poco distante da piazza di Spagna e dalle vie dello shopping. Al centro della sua attenzione, proprio come il grande fotografo di moda scomparso qualche anno fa, Monteleone porta uomini e donne semplici, ben lontane dai centri del potere è totalmente disinteressati ad esso. Quegli uomini in tuta da lavoro, in abito elegante, in divisa o a torso nudo ma completamente tatuato, diventano così delle icone della Russia contemporanea. Guardandoli, si ha voglia di saperne di più, di conoscerne il nome, dove vivono e cosa fanno, tanto sono magnetici nella loro tragicità.

Le Scuderie del Quirinale “ospitano” Picasso

Alle spalle la rivoluzione cubista, davanti la lezione dei miti classici. Nel febbraio del 1917, in piena Prima guerra mondiale, Picasso viene in Italia. È la prima volta che visita questo paese, è il primo viaggio fuori dalla Francia e dalla Spagna. A Parigi l’amico Jean Cocteau, drammaturgo e sceneggiatore francese, gli chiede, vestito da Arlecchino, di partecipare alla produzione di “Parade”, un balletto ispirato a un suo poema che sarebbe stato messo in scena dai Ballets Russes del colto impresario Sergel Djagilev. In quegli anni la compagnia ha sede a Roma. Lui accetta.

In mostra dipinti e disegni ma anche abiti di scena
A cento anni da quel viaggio una mostra a Roma presso le Scuderie del Quirinale intitolata “Picasso. Tra Cubismo e Classicismo 1915-1925”,conclude le manifestazioni dedicate al gran tour dell’artista catalano in Italia. Protagonista di questa esposizione è un Picasso a 360 gradi, capace di sviluppare la sua arte in diverse forme: dipinti, disegni, gouache, acquerelli, bozzetti. Non mancano, naturalmente, gli abiti di scena. Le opere esposte provengono dai musei di tutto il mondo. Palazzo Barberini ospita il sipario di “Parade”: 17 metri per 10, allestito nella Sala Pietro da Cortona, cerca quasi un abbraccio con la volta affrescata dal maestro barocco.

Due mesi tra Roma e Napoli
Nel periodo che trascorre in Italia il pittore che ha guidato la rivoluzione cubista si divide tra la capitale e Napoli. A Roma, città emblema dell’antichità classica, nella quiete dello studio di Via Margutta da cui intravede Villa Medici disegna le scene e i costumi destinati allo spettacolo. Visto che si tratta del suo primo lavoro per il teatro, viene affiancato da altri scenografi della compagnia, tra cui il futurista Fortunato Depero. «Conosce anche i pittori della Secessione -sottolinea uno dei curatori dell’esposizione,Olivier Berggruen – ed entra in contatto con l’arte rinascimentale e classica, mentre va via via scoprendo, spostandosi a Napoli, Pompei, Firenze e Milano, le tradizioni iconografiche italiane, in particolare le maschere come Pulcinella». È amico di Stravinskij.

A Napoli il fascino della commedia dell’arte
È a Napoli, percorrendo i suoi vicoli, che subisce il fascino dell’arte popolare napoletana, dei personaggi della commedia dell’arte, dei saltimbanchi, dei colori sgargianti delle cartoline turistiche. Alla fine Picasso trascorre in Italia appena due mesi. È un’esperienza importante, che lascia su di lui un’impronta duratura e lo introduce a una nuova fase artistica. Qui conosce Ol’ga Chochlova, una ballerina della compagnia russa, che diventa presto la sua fonte di ispirazione e che sposa l’anno successivo diventando la sua prima moglie.

Una palestra per sperimentare
L’esposizione si sofferma in particolare sul metodo del pastiche. Picasso lo utilizza come strumento al servizio del modernismo, in un percorso dal realismo all’astrazione tra i più originale della storia dell’arte moderna. È una palestra in cui si sviluppano sperimentazioni: dal gioco delle superfici decorative nei collage, eseguiti durante la prima guerra mondiale, al realismo stilizzato degli “anni Diaghilev”, dalla natura morta di declinazione cubista al ritratto classico, improntato a una monumentalità che riecheggia il mondo antico.

L’incontro tra alto e basso
Picasso unisce volutamente alto e basso. L’arte, dal suo punto di vista, deve essere sia moderna sia primitiva. Le maschere della commedia dell’arte si intrecciano allora con gli affreschi erotici dell’area archelogica di Pompei. I ritratti di artisti colti in un momento di meditazione incontrano la rappresentazione di acrobati e circensi. La sua arte ha il volto di Arlecchino. Una figura alla fine solitaria che racconta la solitudine del Novecento.

(“Picasso tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925”, dal 22 settembre al 21 gennaio 2018, Scuderie del Quirinale, Roma)

“Weekend a Napoli” con la scrittrice Paola Letteria Schettino

Weekend a Napoli itinerari turistici a portata di emozioni” è il libro della scrittrice Paola Letteria Schettino,  un racconto originale ed appassionante ambientato a Napoli. I personaggi, una giovane coppia di svizzeri e la loro amica napoletana, sono i protagonisti di un divertente weekend nel capoluogo partenopeo. Tre giorni fra rumori, colori e sapori, vivendo in prima persona ogni occasione di incontro e trasformando le visite culturali in veri e propri percorsi emozionali. È così che riescono a scoprire la quotidianità, le mille sfaccettature di una napoletanità verace e ciò che di leggendario si nasconde dietro le bellezze architettoniche del centro storico. È un libro che vuole stabilire un contatto diretto con il lettore, fuori dall’usuale schema di una guida turistica, offrendo un nuovo modo di viaggiare, abbandonando la classica figura di turista per divenire un vero e proprio “esploratore” di emozioni. Attraverso il racconto è possibile seguire i protagonisti passo dopo passo, percorrendo un chiaro itinerario cittadino. L’ultima sorpresa è alla fine del libro, infatti, grazie alle schede interattive delle location, è possibile collegarsi direttamente con l’albergo dove hanno soggiornato, cenare nello stesso ristorante o prendere il caffè allo stesso tavolino.

Ad animare questo racconto napoletano è il desiderio di condividere le mie reali esperienze di viaggio con il lettore stabilendo così un contatto diretto e fuori dall’usuale schema di una guida turistica. Comodamente seduti sul vostro divano o direttamente nei vicoli di Napoli, lasciandovi catturare dalla magia delle storie che si nascondono fra le pagine, vi ritroverete a passeggiare insieme ai protagonisti rapiti da tumultuose sensazioni.

L’autrice

Paola Letteria Schettino

Nasce a Napoli nel 1971. Creativa, dinamica e con una visione cosmopolita, incentra tutta la sua carriera professionale nel settore turistico. Oggi, grazie a un’esperienza ventennale unita alla profonda passione per i viaggi, è un’entusiasta travel reporter che ama scrivere con obiettività e fuori da opinioni standardizzate di mete, più o meno conosciute, di alberghi e di eccellenze enogastronomiche. Sempre in viaggio come una moderna esploratrice, Paola, racconta del mondo e soprattutto delle sue tante passioni personali.

Presentazione Aibofobia a “Un libro per il cinema 2017”

In occasione del Festival “Cinema&Libri”, sabato 5 agosto, alle ore 19.00, nello spazio Q8 dell’Isola Tiberina (la piazza di fronte alla Nave di Esculapio), Mariachiara Moscoloni, autrice, e Alda Teodorani, relatrice, presenteranno al pubblico il romanzo “Aibofobia”, in gara per il premio “Un libro per il cinema”.
La giuria del premio avrà il compito di valutare numerose storie e di scegliere fra queste le più adatte a trasformarsi in sceneggiatura per il grande schermo.
http://www.cinemaelibri.it/aibofobia-di-mariachiara-moscoloni/

Raffaele Amaldi è un tranquillo libraio che un giorno viene accusato di aver commesso un orribile omicidio, consumato all’interno di un convento. A suo dire, però, è solamente colpevole di essersi addormentato in macchina – nei pressi della scena del crimine – poco prima che agisse il killer. A prendere le sue difese ci saranno Alfonso Galilei, avvocato col pallino dell’investigazione, e la sua segretaria Agata, introversa ragazza dal passato burrascoso. Nel momento in cui un secondo cadavere viene rinvenuto in un altro luogo sacro, le indagini prendono una piega ancora più inquietante…

Nasce a Firenze il Centro Zeffirelli per le Arti dello Spettacolo

Un museo per ripercorrere 70 anni di carriera di un artista di multiforme ingegno, ma anche pagine gloriose della storia del teatro e del cinema dal secondo dopoguerra a oggi, grazie a bozzetti, quadri, gigantografie, scenografie, costumi, fotografie e libri. Il Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli aprirà ufficialmente i battenti al pubblico nel prossimo mese di settembre.

Bozzetti, costumi, dipinti di messe in scena, fotografie con grandi attori, modellini e persino il filmato di un grande progetto mai arrivato a compimento, la trasposizione cinematografica della Divina Commedia. E il cammino del visitatore culmina nella immensa sala dell’Inferno, dove si proietta in full hd un cortometraggio realizzato animando con tecniche digitali i bozzetti ed i disegni di arte concettuale che il maestro ha creato per dare forma alla sua personale visione dell’Inferno tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. Nato come progetto cinematografico negli anni ’70 e mai giunto a compimento, di “Zeffirelli’s Inferno” sono sopravvissute solo le 38 magnifiche tavole disegnate da Franco Zeffirelli raffiguranti l’addentrarsi del Sommo Poeta nella selva oscura, l’incontro con Virgilio, l’accesso alla valle infernale ed il viaggio attraverso i gironi fino all’uscita con il ritorno al mondo di superficie.

Il progetto non venne mai realizzato perché Alfredo Bini non trovò alleanze per sostenere uno sforzo produttivo importante. Il Dante di Zeffirelli avrebbe avuto, secondo le sue intenzioni, il volto di Dustin Hofmann. Altro grande successo zeffirelliano documentato nelle sale è quello del “Gesù di Nazareth”, che fu proiettato sia in tv sia nelle sale cinematografiche mondiali, con oltre mezzo miliardo di spettatori. Intorno a quest’opera è fiorita un’aneddotica intrigante, come il racconto di una vera sincope che colpì Robert Powell, l’interprete del Cristo, nel corso della Crocifissione.

L’inaugurazione ufficiale del Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli avrà luogo lunedì 31 luglio, alla presenza di esponenti dei mondi che Zeffirelli ha incrociato nella sua lunga vita: teatro, cinema, opera lirica e musica; ma anche politica e cultura. Tra questi ci sarà anche il tenore Andrea Bocelli che si esibirà con il Coro dei Bambini di Haiti.