Record di cereali, meno proteine. I trend del food secondo la Fao

Boom dei cereali e stretta sulle proteine. Sono alcuni dati che emergono dal rapporto Food Outlook della Fao, che valuta i trend dei mercati in tutto il mondo. Per la prima volta in oltre 20 anni, quest’anno la produzione mondiale di carne è prevista in calo dell’1% per colpa dell’epidemia di peste suina africana in Cina che sta decimando gli allevamenti. Buone notizie invece per la produzione mondiale di grano e mais che dovrebbe aumentare quest’anno. Nel complesso, per il consumo di cereali, si prevede comunque un nuovo record nel biennio 2019/2020 con vista su quota 2.709 milioni di tonnellate.

Chi sale, chi scende

Al contempo, le stime indicano un trend negativo per il riso che quest’anno scende sicuramente al di sotto dei livelli importanti registrati l’anno scorso. In calo anche la produzione mondiale di zucchero del 2,8%, anche a fronte del consumo in crescita. Mentre la produzione di latte dovrebbe aumentare dell’1,4%. Invariata rispetto allo scorso anno, secondo la Fao, la produzione ittica che registra però un calo del 3,4% della pesca di cattura, compensato dall’aumento del 3,9% dei prodotti dell’acquacoltura. Le brutte notizie arrivano soprattutto per la produzione mondiale di banane, nuovamente in pericolo per colpa di un fungo killer che rischia di distruggere intere coltivazioni di uno dei frutti più diffusi al mondo con conseguente catastrofiche per l’economia ma anche per la sicurezza alimentare. Per questo motivo, la Fao chiede misure di controllo stringenti sulle piantagioni ma soprattutto investimenti nella ricerca da parte dei paesi sviluppati che importano 100 miliardi di banane consumate ogni anno.

Sos spreco alimentare

Un altro nervo scoperto riguarda gli sprechi alimentari. Qui la Fao, già un mese fa, ha denunciato che il fenomeno è in costante crescita, denunciando che l’anello debole della filiera è lungo il percorso dai campi agli scaffali, dove si perde addirittura il 14% degli alimenti. Il problema è più che mai attuale in Italia dove la perdita di cibo costa alla comunità circa 15 miliardi di euro. Inoltre, nonostante questo fenomeno avvenga per l’80% tra le mura domestiche, il 47% degli intervistati per il rapporto dell’Osservatorio nazionale Waste Watcher ritiene che i maggiori sprechi alimentari avvengano nel commercio. I prodotti più colpiti sono frutta e verdura. Seguono panecipolle e agliolatte e yogurtformaggisalse e sughi

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *