Fiera del Libro a Brescia

Anche quest’anno Piazza Vittoria a Brescia si riempie di amanti della lettura e del libro. Torna infatti l’appuntamento con Librixia, il festival dei lettori, strutturato su nove giorni ininterrotti di presentazioni, dibattiti e un intenso programma di qualità con oltre settata incontri, riportato nell’immagine sottostante, per attirare un pubblico sempre più vasto al mondo del libro.

Vi sarà come ogni anno l’immancabile mercato allestito nel mezzo della Piazza e curato dalle librerie e case editrici bresciane che fanno riferimento all’associazione “Il Leggio“.

Inoltre da sabato 30 settembre a domenica 8 ottobre Piazza Vittoria ospiterà l’area meeting “Agrobresciano Arena”, luogo d’incontro con autori italiani e locali, giornalisti e grandi nomi della cultura, della letteratura e dello spettacolo, con un obiettivo preciso: sostenere la cultura, valorizzando la bellezza della lettura.

“Insieme Ballando” con l’attrice Alice Bellagamba

 

La musica come mezzo per uscire dagli schemi mentali imposti dalle disabilità. La danza, il metodo per riuscirci. Lunedì 25 settembre al teatro Il Panettone, in via Maestri del Lavoro, riparte il corso “Insieme Ballando”, dedicato ai ragazzi affetti da disabilità psicomotoria e sindrome di down. L’insegnante d’eccezione sarà un volto noto del cinema e della tv, l’attrice jesina Alice Bellagamba.

L’iniziativa, arrivata al terzo anno, è promossa dall’associazione “Musica…mente”, dal direttore tecnico della Luna, Cristiano Marcelli e dalla direttrice artistica Simona Ficosecco. La Bellagamba, quarta classificata nel 2008 al talent “Amici di Maria De Filippi” e nota al pubblico per le performance artistiche in fiction come “Un passo dal cielo 2” e “Don Matteo 9”, aveva già prestato il suo volto come testimonial per il Salesi e altre campagne sociali. L’anno scorso aveva aiutato alcuni principianti ad avvicinarsi al mondo del ballo e quest’anno porterà la sua esperienza una volta al mese, affiancando l’insegnate Silvia Cerusico. Le lezioni partiranno il 25 settembre, si ballerà ogni lunedì e ogni venerdì dalle 17 alle 18, ma i ragazzi lavoreranno anche su alcuni aspetti scenografici e sulla costruzione di coreografie.

“Il corso ha l’obiettivo di rendere la danza accessibile a disabili fisici e psichici medio/lievi e favorire dinamiche relazionali, divertimento e integrazione sociale” spiegano la Presidente di “Musica…mente” Manuela Bocchetta e la vice, Milena Vitali. A giugno è previsto un saggio di fine corso. Su richiesta delle famiglie l’associazione metterà a disposizione anche la possibilità di trasporto.

24 concerti per il Terra Sancta Organ Festival

24 concerti tra il 24 Settembre ed il 27 Ottobre 2017, in Giordania, Israele, Palestina e Grecia: è la stagione concertistica autunnale del Terra Sancta Organ Festival (Holy Land Pipe Organ Season e Organ & Music Festival Rhodes) che prevede anche altri concerti, programmati in inverno e primavera, in Libano (Semaine de l’Orgue au Liban), Cipro (Organ & Music Festival Cyprus), Siria (Damascus Pipe Organ Week ed Aleppo) ed Egitto (tutti i programmi sono disponibili sul website www.tsorganfestival.org ).

Il Terra Sancta Organ Festival è un evento culturale musicale internazionale organizzato dai Francescani della Custodia di Terra Santa nei luoghi dove sono presenti. “Nel Medio Oriente – si legge in una nota della Custodia di Terra Santa – la musica organistica è percepita come un contributo artistico di eccellenza specificamente Cristiano, essendo l’organo a canne presente pressoché esclusivamente nelle chiese dove si svolgono i concerti. L’evento è anche un modo per testimoniare la presenza delle comunità cristiane nel Medio Oriente e nel Levante ed il loro essere attive nel mondo musicale e culturale. In alcuni casi – come in Siria – è anche un atto di solidarietà che va oltre le situazioni di emergenza”.

Quest’anno, poi, il Terra Sancta Organ Festival è parte delle Celebrazioni per gli 800 anni dell’arrivo dei Francescani in Terra Santa. Ciò che nel 1217 era la “Missione d’Oltremare” dell’Ordine Francescano, nel 1342 divenne la Custodia di Terra Santa, una missione speciale internazionale della Chiesa Cattolica nel Medio Oriente ed una entità diplomatica riconosciuta da molte nazioni ed istituzioni. La Stagione Concertistica di Terra Santa del Terra Sancta Organ Festival è sostenuta dall’Istituto italiano di cultura di Haifa, dall’Istituto italiano di cultura di Tel Aviv, dal Franciscan Monastery of the Holy Land in America, dall’Ambasciata di Ungheria in Israele, dal Representative Office di Ungheria a Ramallah, dall’Istituto culturale di Romania e da Ats Pro Terra Sancta. (Agensir)

Roma omaggia la Russia rivoluzionaria del 1917 con 3 mostre

Il 1917 e la Russia, un anno decisivo per un paese allo stremo che scatenò due rivoluzioni – la “Rivoluzione di febbraio” e quella che è stata definita la “Grande Rivoluzione socialista d’ottobre” – e che, a loro volta, portarono alla fine di un impero secolare, inaugurando l’era del comunismo e cambiando irrevocabilmente il corso della storia di quel Paese e del mondo intero. Subito dopo la caduta dell’Urss, il repentino cambiamento causò diversi ribaltamenti con una famiglia reale canonizzata e con una rivolta ricordata non più come locomotiva della storia, ma come una sorta di tragedia nazionale. Cento anni dopo, quindi, non c’è da stupirsi se in una città simbolo come Mosca non ci siano state celebrazioni in pompa magna e l’unica mostra che organizzata è stata quella al Museo di Storia Contemporanea cittadino (“1917-2017. Codice di una Rivoluzione”, inaugurata lo scorso marzo), che a bene vedere, non compaia tra quelle più visitate e amate dai russi.

A “compensare”, passateci il termine, quella svista, ci ha pensato la Galleria del Cembalo di Roma (Piazza Fontanella Borghese, 19), che ha organizzato tre mostre distinte – due di Davide Monteleone e una di Danila Tkachenko – dedicate proprio a quell’anniversario che potranno essere visitate da domani, venerdì 22 settembre, fino all’11 novembre prossimo.

Con i suoi nuovi lavori, Davide Monteleone – artista e fotografo originario di Potenza che lavora a progetti indipendenti a lungo termine usando la fotografia, il video e la scrittura – ha deciso di guardare alla Russia per interrogarsi sul futuro del paese e per farlo si è ispirato al capolavoro di Richard Avedon (“In the American West”, del 1985) e al continuo fascino della Transiberiana. Il risultato è “In the Russian East”, la prima delle due esposizioni che troverete nella galleria romana, sita una location suggestiva poco distante da piazza di Spagna e dalle vie dello shopping. Al centro della sua attenzione, proprio come il grande fotografo di moda scomparso qualche anno fa, Monteleone porta uomini e donne semplici, ben lontane dai centri del potere è totalmente disinteressati ad esso. Quegli uomini in tuta da lavoro, in abito elegante, in divisa o a torso nudo ma completamente tatuato, diventano così delle icone della Russia contemporanea. Guardandoli, si ha voglia di saperne di più, di conoscerne il nome, dove vivono e cosa fanno, tanto sono magnetici nella loro tragicità.

Le Scuderie del Quirinale “ospitano” Picasso

Alle spalle la rivoluzione cubista, davanti la lezione dei miti classici. Nel febbraio del 1917, in piena Prima guerra mondiale, Picasso viene in Italia. È la prima volta che visita questo paese, è il primo viaggio fuori dalla Francia e dalla Spagna. A Parigi l’amico Jean Cocteau, drammaturgo e sceneggiatore francese, gli chiede, vestito da Arlecchino, di partecipare alla produzione di “Parade”, un balletto ispirato a un suo poema che sarebbe stato messo in scena dai Ballets Russes del colto impresario Sergel Djagilev. In quegli anni la compagnia ha sede a Roma. Lui accetta.

In mostra dipinti e disegni ma anche abiti di scena
A cento anni da quel viaggio una mostra a Roma presso le Scuderie del Quirinale intitolata “Picasso. Tra Cubismo e Classicismo 1915-1925”,conclude le manifestazioni dedicate al gran tour dell’artista catalano in Italia. Protagonista di questa esposizione è un Picasso a 360 gradi, capace di sviluppare la sua arte in diverse forme: dipinti, disegni, gouache, acquerelli, bozzetti. Non mancano, naturalmente, gli abiti di scena. Le opere esposte provengono dai musei di tutto il mondo. Palazzo Barberini ospita il sipario di “Parade”: 17 metri per 10, allestito nella Sala Pietro da Cortona, cerca quasi un abbraccio con la volta affrescata dal maestro barocco.

Due mesi tra Roma e Napoli
Nel periodo che trascorre in Italia il pittore che ha guidato la rivoluzione cubista si divide tra la capitale e Napoli. A Roma, città emblema dell’antichità classica, nella quiete dello studio di Via Margutta da cui intravede Villa Medici disegna le scene e i costumi destinati allo spettacolo. Visto che si tratta del suo primo lavoro per il teatro, viene affiancato da altri scenografi della compagnia, tra cui il futurista Fortunato Depero. «Conosce anche i pittori della Secessione -sottolinea uno dei curatori dell’esposizione,Olivier Berggruen – ed entra in contatto con l’arte rinascimentale e classica, mentre va via via scoprendo, spostandosi a Napoli, Pompei, Firenze e Milano, le tradizioni iconografiche italiane, in particolare le maschere come Pulcinella». È amico di Stravinskij.

A Napoli il fascino della commedia dell’arte
È a Napoli, percorrendo i suoi vicoli, che subisce il fascino dell’arte popolare napoletana, dei personaggi della commedia dell’arte, dei saltimbanchi, dei colori sgargianti delle cartoline turistiche. Alla fine Picasso trascorre in Italia appena due mesi. È un’esperienza importante, che lascia su di lui un’impronta duratura e lo introduce a una nuova fase artistica. Qui conosce Ol’ga Chochlova, una ballerina della compagnia russa, che diventa presto la sua fonte di ispirazione e che sposa l’anno successivo diventando la sua prima moglie.

Una palestra per sperimentare
L’esposizione si sofferma in particolare sul metodo del pastiche. Picasso lo utilizza come strumento al servizio del modernismo, in un percorso dal realismo all’astrazione tra i più originale della storia dell’arte moderna. È una palestra in cui si sviluppano sperimentazioni: dal gioco delle superfici decorative nei collage, eseguiti durante la prima guerra mondiale, al realismo stilizzato degli “anni Diaghilev”, dalla natura morta di declinazione cubista al ritratto classico, improntato a una monumentalità che riecheggia il mondo antico.

L’incontro tra alto e basso
Picasso unisce volutamente alto e basso. L’arte, dal suo punto di vista, deve essere sia moderna sia primitiva. Le maschere della commedia dell’arte si intrecciano allora con gli affreschi erotici dell’area archelogica di Pompei. I ritratti di artisti colti in un momento di meditazione incontrano la rappresentazione di acrobati e circensi. La sua arte ha il volto di Arlecchino. Una figura alla fine solitaria che racconta la solitudine del Novecento.

(“Picasso tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925”, dal 22 settembre al 21 gennaio 2018, Scuderie del Quirinale, Roma)